{"id":33384,"date":"2018-10-29T12:28:23","date_gmt":"2018-10-29T12:28:23","guid":{"rendered":"https:\/\/chisotti.com\/una-mera-giustificazione-marco-chisotti\/"},"modified":"2018-10-29T12:28:23","modified_gmt":"2018-10-29T12:28:23","slug":"una-mera-giustificazione-marco-chisotti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/chisotti.com\/?p=33384","title":{"rendered":"Una mera giustificazione. Marco Chisotti."},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: large;\">Una mera giustificazione.<br \/>\n<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: large;\">Marco Chisotti.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p>&#8220;Il metodo non pu\u00f2 che costituirsi nella ricerca. Qui bisogna accettare di camminare senza sentiero, di tracciare il sentiero nel cammino.&#8221;                        EDGAR MORIN<\/p>\n<p>I nostri cervelli son pi\u00f9 diversi tra loro di quel che sembra, anche dal punto di vista della stessa consapevolezza. La differenza \u00e8 riscontrabile sia a livello di stati mentali vissuti in maniera differente, struttura percettiva e struttura cognitiva, sia per come viene utilizzato lo stesso cervello nelle sue parti.<\/p>\n<p>Tutti usiamo tutto, quando il tutto riguarda la nostra vita personale. Impossibile non usare ci\u00f2 che si conosce. Siamo fatti della nostra conoscenza!<\/p>\n<p>Siamo curiosi quando qualcuno parla di noi perch\u00e9 in quel momento costruiamo la nostra identit\u00e0, esistiamo descrivendoci, ogni identit\u00e0 ha bisogno di essere affermata, successivamente collaudata, per essere confermata.<\/p>\n<p>Partendo dall&#8217;idea di identit\u00e0 si pu\u00f2 dire che alcuni problemi nascono quando non riusciamo a mantenere una coerenza in ci\u00f2 che siamo o che rappresentiamo per noi stessi.  <\/p>\n<p>Un altro genere di problema nasce quando il nostro mondo di convinzioni, frutto delle nostre esperienze, non \u00e8 in grado di adattarsi al mondo esterno, abbiamo difficolt\u00e0 a ritrovarci, identificarci, in un ruolo entro il quale vivere.  <\/p>\n<p>I cambiamenti sono l&#8217;unica strada che possiamo utilizzare per ritrovare un adattamento nella nostra vita.<\/p>\n<p>Essendo il cambiamento una manovra che va a modificare il piano percettivo che abbiamo della nostra vita, \u00e9 ostacolato dalle nostre convinzioni e dobbiamo voltare le spalle alla ragione interna dettata dalla nostra identit\u00e0 coerente, se vogliamo cambiare, solo in un approccio creativo verso la vita troviamo le risorse per il cambiamento. <\/p>\n<p>Ogni Stato mentale avendo la sua memoria \u00e8 una nicchia di convenzioni che non permette facilmente un cambiamento, per poter cambiare abbiamo bisogno di lavorare a modificare lo stato mentale in cui viviamo, Quell&#8217;equilibrio di sensazioni e pensieri che ci accompagna quotidianamente in un continuo dialogo interno nel quale confrontiamo, riconsideriamo, ricordiamo, anticipiamo gli eventi.  <\/p>\n<p>Il cambiamento trova le sue fondamenta nell&#8217;immaginario, l&#8217;esperienza di cambiamento agisce sul nostro stato mentale abituale, poggia la nostra percezione su una base differente da quella a cui siamo abituati, un cambiamento di stato mentale \u00e8 dunque una dimensione creativa dove possono avvenire cose nuove, utilizza la continuit\u00e0 cognitiva per smorzare tutti gli attriti con piani di prospettiva, percettiva e cognitiva, differenti.  <\/p>\n<p>La logica ci permette di allontanarci dal nostro stato mentale senza perdere il nostro orientamento nella vita, la logica ci mantiene in contatto con gli altri, ci permette di accrescere la nostra esperienza attraverso il confronto, con la logica noi ci possiamo permettere un allontanamento dallo Stato mentale abituale. <\/p>\n<p>Dunque entriamo nello spazio del cambiamento, quello spazio creativo che otteniamo nell&#8217;immaginario, mantenendo un contatto con la logica, che \u00e8 il nostro traghettatore, una sorta di Caronte in grado di traghettarci da uno stato mentale a un&#8217;altro, mantenendo il nostro equilibrio. <\/p>\n<p>Possediamo tre spazi mentali uno relegato alla logica, lo spazio della ragione, o spazio cognitivo, questo ci mantiene in contatto con il mondo reale, a livello sia percettivo che elaborativo, mettendo in comparazione la percezione attuale con le memorie esperienziali possedute. <\/p>\n<p>Un altro spazio \u00e8 quello dei sensi, la dimensione corporea entro la quale viviamo, tutti i bisogni e le necessit\u00e0 del nostro fisico, in quest&#8217;area sostanzialmente manteniamo la nostra identit\u00e0 attraverso le esperienze del nostro quotidiano. <\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 poi un terzo spazio dedicato all&#8217;assemblaggio delle esperienze cognitive, il mondo delle idee, il mondo delle nostre convinzioni, che formiamo mano a mano che fissiamo nella memoria le nostre esperienze.  <\/p>\n<p>Questi tre spazi o mondi differenti, si comportano in modo indipendente per ritrovarsi poi a condividere un unico spazio mentale, la nostra consapevolezza, son le convinzioni che si formano con esperienze e si fissano nel nostro mondo interno, a creare il mondo della nostra identit\u00e0 cosciente.<\/p>\n<p>\u00c8 nel mondo emotivo, nel mondo dell&#8217;immaginario che andiamo a trovare la forza dell&#8217;adattamento, \u00e8 questo un approccio creativo che si modifica costantemente per farci trovare il miglior equilibrio possibile tra mondo delle idee,  mondo dei sensi, mondo delle emozioni, nel quale vivere.<\/p>\n<p>Dunque potrei dire che la nostra identit\u00e0 \u00e8 un continuo adattamento tenendo fermi dei punti di partenza, convinzioni, valori, credenze, un esercizio di logica che ci rende comprensibile agli altri, che ci permette di condividere con loro la vita, confrontarci con la loro percezione del mondo, e poi uno spazio creativo, dove le cose non sono solo quello che pensiamo siano, dove \u00e8 possibile vedere le cose in un modo differente.<\/p>\n<p>Viviamo costantemente attraverso contenuti che si rendono significativi su uno sfondo, questo perlomeno \u00e8 ci\u00f2 che la nostra esperienza ci dice, tendenzialmente noi diamo pi\u00f9 importanza ai contenuti dimentichiamo facilmente il contesto, e per\u00f2 il contesto a definire il significato dei contenuti per cui noi abbiamo la coscienza limitata dal momento che il contesto \u00e8 in mano al lavoro del nostro incrocio, essendo una esperienza troppo complessa per mantenerla a livello di coscienza. <\/p>\n<p>L&#8217;esperienza percettiva, essendo una costruzione continua, non \u00e8 sotto la nostra diretta consapevolezza, noi abbiamo solo l&#8217;uso frutto dell&#8217;esperienza percettiva, c&#8217;\u00e8 uno sfondo, il contesto, entro il quale noi cogliamo dei contenuti, ci concentriamo su questi dimenticando l&#8217;insieme. <\/p>\n<p>Quello che la nostra esperienza ci dice \u00e8 condizionato dalla coerenza con la quale noi ordiniamo i contenuti che ci troviamo a vivere, il contesto \u00e8 creato dalla nostra mente in modo inconsapevole, noi viviamo il prodotto di una costruzione cognitiva inconsapevole, il nostro inconscio \u00e8 il regista della nostra esperienza, raccoglie fotogrammi, immagini e compone per noi un&#8217;esperienza che noi percepiamo con continuit\u00e0 cognitiva come un film coerente e continuo. <\/p>\n<p>La continuit\u00e0 cognitiva ci permette di mantenere collegate le cose tra loro nel film della nostra esperienza di vita, il nostro inconscio tiene conto della nostra capacit\u00e0 di continuit\u00e0 cognitiva nel comprendere in modo congruo e coerente la nostra vita.<\/p>\n<p>La capacit\u00e0 di percepire in un&#8217;unica esperienza percettiva un oggetto composto da migliaia e migliaia di particelle percettive, dove un quanto di informazione viene tradotto in un che cosa, \u00e8 la nostra continuit\u00e0 cognitiva.<\/p>\n<p>Ogni Stato mentale \u00e8 vissuto come un mondo a s\u00e9, possiede la sua identit\u00e0, \u00e8 vissuto in una continuit\u00e0 cognitiva, coerente con il resto delle nostre convinzioni, entro la quale spieghiamo, e comprendiamo la nostra esperienza.<\/p>\n<p>Vorrei aggiungere ancora a questo panorama espositivo e funzionale che non ha pretese di dare spiegazioni ma solo di modellare un&#8217;ipotesi di lavoro della nostra mente, vorrei aggiungere che le nostre esperienze cognitive si differenziano anche per il fatto che ogni persona \u00e8 una quantit\u00e0 in percentuale di coscienza differente dagli altri. <\/p>\n<p>Credo che la quantit\u00e0 di consapevolezza che abbiamo dell&#8217;attivit\u00e0 cognitiva del cervello vari da persona a persona, anche se indicativamente i cervelli sembrano simili i comportamenti sono differenti, questo \u00e8 dovuto proprio ad un uso diverso del cervello, e, come conseguenza, delle sue parti vissute in modo cosciente o meno a seconda delle persone.<\/p>\n<p>Penso sia utile, in questa fase di ricerca e conoscenza, anticipare quelle che sono le ipotesi delle Neuroscienze in modo da poter acquisire una sensibilit\u00e0 maggiore, rispetto al passato, verso le possibili variazioni dell&#8217;intelligenza come prodotto dell&#8217;attivit\u00e0 cognitiva, senza farci  spiazzare da quelle che sono le individualit\u00e0 dell&#8217;attivit\u00e0 cognitiva stessa, credo che l&#8217;incontro tra mondo delle idee, mondo dei sensi ed emozioni sia totalmente differente nelle persone, la sua stessa attivit\u00e0 metta in luce un discorso esclusivo, molte volte semplicemente giustificato dai ragionamenti che lo sostengono.<\/p>\n<p>Credo ci sia proprio bisogno di parlare di metodo Psicob\u00edoemotivo perch\u00e9 questa trilogia \u00e8 all&#8217;alba della sua esperienza, malgrado se ne stia parlando da tanto tempo, l&#8217;unit\u00e0 per la quale si sta lavorando non \u00e8 stata ancora raggiunta.<\/p>\n<p>Le spiegazioni che si ascoltano sono pi\u00f9 giustificazioni che non funzionalit\u00e0, in modo pragmatico dobbiamo trovare ci\u00f2 che funziona e promuoverlo aiutando l&#8217;evoluzione cognitiva a intraprendere percorsi costruttivi che possano gestire la straordinaria qualit\u00e0 potenziale della nostra intelligenza, sia nella sua parte cosciente come nella sua parte inconscia.<\/p>\n<div style='clear: both;'><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una mera 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