{"id":33428,"date":"2018-10-29T12:28:35","date_gmt":"2018-10-29T12:28:35","guid":{"rendered":"https:\/\/chisotti.com\/pensieri-paralleli-marco-chisotti\/"},"modified":"2018-10-29T12:28:35","modified_gmt":"2018-10-29T12:28:35","slug":"pensieri-paralleli-marco-chisotti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/chisotti.com\/?p=33428","title":{"rendered":"Pensieri paralleli. Marco Chisotti."},"content":{"rendered":"<p style=\"margin: 0px; font-size: 12px; font-family: Helvetica; min-height: 15px;\"><\/p>\n<p style=\"margin: 0px; font-size: 12px; font-family: Helvetica;\">Pensieri paralleli. Marco Chisotti.<\/p>\n<p style=\"margin: 0px; font-size: 12px; font-family: Helvetica; min-height: 15px;\"><\/p>\n<p style=\"margin: 0px; font-size: 12px; font-family: Helvetica;\">&#8220;L&#8217;ascoltatore, non il parlante, determina il significato&#8221;. Heinz von Foerster<\/p>\n<p style=\"margin: 0px; font-size: 12px; font-family: Helvetica; min-height: 15px;\"><\/p>\n<p style=\"margin: 0px; font-size: 12px; font-family: Helvetica;\">L&#8217;individuo ha bisogno di ascoltarsi per potersi capire, ascoltare i propri pensieri \u00e8 possibile solo se si esprimono ad un &#8220;altro&#8221; da noi in grado di ascoltarci. Non basta il pensiero, il pensare non \u00e8 solo ma accompagnato da troppe identit\u00e0 oltre la nostra, il pensiero \u00e8 un coro che trova difficolt\u00e0 a realizzare una voce identificabile e responsabile. Ascoltare ed ascoltarsi \u00e8 fondamentale per identificarsi.<\/p>\n<p style=\"margin: 0px; font-size: 12px; font-family: Helvetica;\">Dialogare vuole dire co-costruire il significato che diamo alla nostra realt\u00e0, la quale prende forma dalla nostra posizione, dalla nostra esperienza e dalla nostra conoscenza, da ci\u00f2 che abbiamo appreso, e si intreccia con quella dell&#8217;altro, cambiando continuamente e costruendo nuove realt\u00e0 e punti di vista, dove la specializzazione di ognuno \u00e8 solo una posizione di riferimento, un mondo possibile, e non una posizione di identificazione, di realt\u00e0, di verit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"margin: 0px; font-size: 12px; font-family: Helvetica;\">\u00c8 fondamentale bagnarsi costantemente nelle acque del dubbio diceva Edgar Morin, per il quale dubitare della realt\u00e0 era un pensiero continuo, nella trappola mentale ci finiamo continuamente ci ricorda Wittgenstein, ogni affermazione non fa altro che confermare se stessa, dandogli statuto di verit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin: 0px; font-size: 12px; font-family: Helvetica;\">Il pensiero cibernetico \u00e8 un pensiero circolare riflessivo e complesso, in quanto \u00e8 un continuo rimando di significati che cambieranno a seconda di dove ci si sofferma, dove l&#8217;inizio della frase non \u00e8 che la fine della stessa e la fine non \u00e8 che l&#8217;inizio della frase, la sua complessit\u00e0 \u00e8 il cambio di paradigmi da un&#8217;epistemologia della rappresentazione a un epistemologia della costruzione, la complessit\u00e0 non \u00e8 nella natura ma nel codice, non nel semplice sistema osservato ma nella congiunzione del sistema osservato con quello osservante, in cui hanno posto le scelte, gli scopi, i fini dell&#8217;osservatore.<\/p>\n<p style=\"margin: 0px; font-size: 12px; font-family: Helvetica;\">Se si prende in considerazione il counselling l&#8217;osservatore \u00e8 il Counsellor, l&#8217;osservatore il suo cliente.<\/p>\n<p style=\"margin: 0px; font-size: 12px; font-family: Helvetica;\">Ora nelle relazioni d&#8217;aiuto si deve passare da un punto di vista del controllo e della previsione ad un punto di vista del gioco, dove i presupposti che le persone mettono in gioco nella loro vita, sono i vincoli degli eventi e le strategie dei giocatori, sono le loro intenzioni, che orientano le loro decisioni, che nella loro vita condivisa in ipnosi con la loro guida, costruiscono nuovi scenari possibili.<\/p>\n<p style=\"margin: 0px; font-size: 12px; font-family: Helvetica;\">Il Counselor passa per essere una persona che&nbsp; conosce bene l&#8217;ambito in cui si vive, ma non \u00e8 cos\u00ec, non \u00e8 possibile conoscerlo in anticipo, la vita pu\u00f2 essere raccontata e dunque spiegata solo dopo averla vissuta. Come fa a sapere cosa \u00e8 buono, giusto e bello per il suo cliente?&nbsp; La conseguenza di discriminazioni assolute tra il buono e il cattivo, il giusto, il falso, il bello e il brutto lo erigerebbe a giudice, fino a considerarsi come un Dio giusto, che sa tutto sulla vita.<\/p>\n<p style=\"margin: 0px; font-size: 12px; font-family: Helvetica;\">\u00c8 fondamentale per noi ricordare la nostra posizione etica di Counsellor Ipnotisti Costruttivisti:&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin: 0px; font-size: 12px; font-family: Helvetica;\">a) Consapevolezza che la realt\u00e0 \u00e8 inventata.<\/p>\n<p style=\"margin: 0px; font-size: 12px; font-family: Helvetica;\">b) Consapevolezza che \u00e8 inventata nella relazione, nel contesto, entro una comunit\u00e0 ed un senso comune condiviso.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin: 0px; font-size: 12px; font-family: Helvetica;\">Infatti responsabilit\u00e0 significa vedere le nostre affermazioni, come le nostre azioni, non pi\u00f9 muoversi in uno spazio vuoto, ma \u00e8 in uno spazio causale, ricco di conseguenze logiche, dove ci rendiamo disponibili a fornire ragioni coerenti a favore di ci\u00f2 che pensiamo, diciamo ed agiamo, il nostro operato ha a che fare con il controllo, la scienza a me cara che studia la teoria del controllo \u00e8 la cibernetica.<\/p>\n<p style=\"margin: 0px; font-size: 12px; font-family: Helvetica;\">In &#8220;realt\u00e0&#8221;, cibernetica deriva dal greco kybernetes, che significa timoniere, o anche governor in latino, colui che governa, che guida la nave. Il termine si riferisce alla cibernetica di primo ordine, la cibernetica che Norbert Wiener&nbsp; chiam\u00f2 cos\u00ec per definire le modalit\u00e0 di regolazione dei meccanismi omeostatici, dove il &#8220;timoniere&#8221; \u00e8 colui che regola l&#8217;omeostasi del sistema a seconda delle informazioni che riceve dal mondo esterno. Esistono due tipi ci cibernetica, di primo e di second&#8217;ordine.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin: 0px; font-size: 12px; font-family: Helvetica;\">Nella cibernetica di primo ordine i sistemi viventi appaiono simili ai sistemi tecnici o sistemi non viventi, le macchine banali, quelle che danno sempre le stesse risposte, mentre nella cibernetica di secondo ordine, la cibernetica che ci riguarda da vicino, le macchine non sono banali, i sistemi viventi non danno mai le stesse risposte, sono sistemi autopoietici, capaci di auto generare una risposta, come quella del linguaggio, dei paradossi, della logica circolare, capaci di creare il complesso mondo delle idee.<\/p>\n<p style=\"margin: 0px; font-size: 12px; font-family: Helvetica;\">La cibernetica di primo ordine \u00e8 quella delle macchine banali, dei sistemi non viventi, della logica matematica, della logica lineare.<\/p>\n<p style=\"margin: 0px; font-size: 12px; font-family: Helvetica;\">Von Foerster ha introdotto bene l&#8217;idea delle macchine non banali, degli esseri umani, tentando di abolire il verbo &#8220;essere&#8221; e cambiandolo con il verbo &#8220;divenire&#8221;, a sottolineare il continuo cambiamento nel quale ci troviamo a vivere, vedendo il verbo &#8220;essere&#8221; la &#8220;causa&#8221; del pensiero &#8220;superstizioso&#8221;, come direbbe Wittgenstein, il pensiero lineare.<\/p>\n<p style=\"margin: 0px; font-size: 12px; font-family: Helvetica;\">Nel momento in cui si dice &#8220;\u00e8&#8221;, si ferma tutto, si diventa onnipotenti, perch\u00e9 &#8220;\u00e8&#8221; \u00e8 la verit\u00e0. In questa epoca moderna, si sa qual \u00e8 la verit\u00e0, la verit\u00e0 sta nell&#8217;essere, e questo \u00e8 alla base della logica del possesso contrapposta alla logica dell&#8217;uso frutto.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin: 0px; font-size: 12px; font-family: Helvetica;\">Von Foerster parte dal presupposto che tutto ci\u00f2 che percepiamo non \u00e8 altro che grandi quantit\u00e0 di impulsi elettrici i quali vengono computati nel cervello umano, &#8220;Il mondo non racchiude nessuna informazione &#8230; Il sistema nervoso trasforma i segnali neuronali in altri segnali neuronali&#8221; Computare significa &#8220;considerare le cose insieme&#8221; Heinz von Foerster.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin: 0px; font-size: 12px; font-family: Helvetica;\">Cos\u00ec si decise di chiamare queste macchine artificiali &#8220;computer&#8221;, macchine che mettono insieme gli impulsi che arrivano all&#8217;interno dei loro circuiti.<\/p>\n<p style=\"margin: 0px; font-size: 12px; font-family: Helvetica;\">La nostra percezione non \u00e8 in grado di darci garanzie, \u00e8 basata sull&#8217;interazione tra la distinzione e la congiunzione, l&#8217;intero processo \u00e8 altamente influenzato dalle nostre aspettative.<\/p>\n<p style=\"margin: 0px; font-size: 12px; font-family: Helvetica;\">Heinz chiama in causa il linguaggio, il veicolo con il quale diamo significato a ci\u00f2 che percepiamo, e che ci impegna, essendo un sistema di significati condiviso, di creare una realt\u00e0 condivisa. In questo modo aumento le mie possibilit\u00e0 di scelta, riconoscendo che il mio linguaggio \u00e8 &#8220;inventato&#8221;, frutto di una costruzione della mia mente, posso abbandonarlo, modificarlo, cambiarlo &#8230;.. il termine &#8220;possibilit\u00e0 di scelta&#8221; di Heinz von Foerster \u00e8 da intendersi come riferito al linguaggio secondo cui ordinare l&#8217;esperienza porta a dare forma ad un mondo, piuttosto che riferito a qualcosa di &#8220;concreto&#8221;, misurabile, quantificabile, che spediste di per s\u00e8.<\/p>\n<p style=\"margin: 0px; font-size: 12px; font-family: Helvetica;\">Se entriamo nel campo della normalit\u00e0 psicologica, che trattiamo nel nostro lavoro, il contesto storico-culturale incide sulla costruzione della realt\u00e0 e quindi sulla definizione di ci\u00f2 che \u00e8 normale e ci\u00f2 che \u00e8 deviante. &#8220;malattia e salute non sono grandezze statiche, ma devono essere valutate di volta in volta nel loro specifico sistema di relazioni&#8221; Heinz von Foerster.<\/p>\n<p style=\"margin: 0px; font-size: 12px; font-family: Helvetica;\">&nbsp;Del resto lo stesso von Foerster disse che siamo &#8220;esseri in divenire&#8221;, cambia la societ\u00e0, cambia il linguaggio con cui diamo ordine logico alla nostra realt\u00e0, quello che \u00e8 stato considerato &#8220;insano&#8221; da una generazione, improvvisamente diventa &#8220;sano&#8221; per un altra generazione di persone.<\/p>\n<p style=\"margin: 0px; font-size: 12px; font-family: Helvetica;\">Heinz von Foerster direbbe che il problema \u00e8 solo un problema in quanto \u00e8 percepito come tale da qualcuno, altrimenti non c&#8217;\u00e8 nessun problema, al pari di quanto affermava Wittgenstein quando diceva che ogni problema porta con se una soluzione altrimenti non sarebbe un problema.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin: 0px; font-size: 12px; font-family: Helvetica; min-height: 15px;\"><\/p>\n<p style=\"margin: 0px; font-size: 12px; font-family: Helvetica;\">Gianfranco Cecchin, psicoterapeuta della famiglia, in accordo con la prospettiva della scuola di Palo Alto, afferma che le interazioni forniscono le opportunit\u00e0 e i limiti al nostro mondo, passando dal paradigma dell&#8217;energia a quello dell&#8217;informazione dove la comunicazione diventa un processo sociale in cui le informazioni vengono costruite socialmente. Con la pratica clinica, ed osservando la vita delle persone, si pu\u00f2 notare che le relazioni, all&#8217;interno di una famiglia disfunzionale, come tra persone che litigano, sono relazioni di potere, non per mettersi in scacco l&#8217;un l&#8217;altro, e quindi avere pi\u00f9 potere degli altri, ma nel tentativo di cercar di dare un ordine, ed un senso compiuto, alla relazione tra di loro e verso la vita, il combattere per il potere \u00e8 solo uno dei tanti modi con cui la gente cerca di dare un senso al proprio vivere, questo accade sempre quando non vengono viste o non sono disponibili altre &#8220;possibilit\u00e0 di scelta&#8221;.<\/p>\n<p style=\"margin: 0px; font-size: 12px; font-family: Helvetica;\">Ogni persona agisce costruendo realt\u00e0 possibili delle quali ne diventa protagonista, e delle quali, alle volte, ne diventa schiavo. In questa prospettiva un problema mentale \u00e8 quindi il risultato dell&#8217;interazione tra una persona e la sua realt\u00e0, fatta di valori, credenze e convinzioni. In molti casi, con la mancanza di adattabilit\u00e0, risulta semplicemente un modo non viabile, ne utile, di percepire e reagire a certe realt\u00e0, come &#8220;se stessi&#8221;, gli &#8220;altri&#8221; e il &#8220;mondo&#8221;.<\/p>\n<p style=\"margin: 0px; font-size: 12px; font-family: Helvetica;\">Quando si lavora con le persone si trattano spesso problemi irrisolvibili, le persone sono intelligenti, non si &#8220;spiaggerebbero&#8221; unicamente per un capriccio.<\/p>\n<p style=\"margin: 0px; font-size: 12px; font-family: Helvetica;\">Le questioni risolvibili sono quelle la cui risolvibilit\u00e0 \u00e8 assicurata dalle regole del gioco e i formalismi che si devono comunque accettare, assiomi, paradigmi ritenuti veri, come ci ricorda von Foerster, una questione risolvibile risponderebbe ad una domanda illegittima, ovvero che ha gi\u00e0 la sua soluzione, la quale \u00e8 accettata dal contesto sociale nel quale viene posta, un esempio classico proposto da von Foerster \u00e8 quello dell&#8217;insegnante che a scuola chiede il risultato di un&#8217;operazione aritmetica e che, come sappiamo, porta alla banalizzazione dell&#8217;individuo, del tipo: &#8220;Di che colore \u00e8 il cavallo bianco di Napoleone?&#8221;. Questioni irrisolvibili sono, al contrario, quelle che possiedono una quantit\u00e0 di risposte possibili. Un esempio di questione irrisolvibile \u00e8 ad esempio il senso della vita o la continuazione della vita dopo la morte, ogni volta che si affronta, o si risolve una questione irrisolvibile entra in gioco la &#8220;responsabilit\u00e0&#8221;. La persona che cerca aiuto, vive come un blocco, che lo porta ad avere un disagio, un impotenza, o un dolore, continua a rispondere a questioni irrisolvibili, ma in maniera disfunzionale. Le persone conoscono bene le regole del gioco, continuano ad applicarle per risolvere le &#8220;questioni&#8221; che incontrano, quando si tratta di risolvere un problema &#8220;banale&#8221; tutto funziona, ma la vita ha in serbo per noi molte &#8220;questioni irrisolvibili&#8221;, queste non hanno una risposta &#8220;banale&#8221;.<\/p>\n<p style=\"margin: 0px; font-size: 12px; font-family: Helvetica;\">Noi lavoriamo con persone che lottano in linea di principio con problemi irrisolvibili, il tentativo di risolvere queste questioni (irrisolvibili) con le stesse regole del gioco, le regole del &#8220;senso comune&#8221; condiviso, ci porta ad usare una logica lineare dove usiamo la particella disgiuntiva &#8220;o&#8221; per metterci in una posizione che dia un senso di stabilit\u00e0 alla nostra realt\u00e0 e che ci porti ad soluzione del problema. Troviamo le cose giuste o sbagliate, imponiamo agli altri di star con noi o contro di noi, ci sono i buoni o i cattivi, siamo vincenti o perdenti, viviamo continuamente o nel &#8220;permesso&#8221; o nel &#8220;proibito&#8221;, nelle polarit\u00e0 semantiche di vero o falso.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin: 0px; font-size: 12px; font-family: Helvetica;\">Tutte queste soluzioni che troviamo, non basandosi su decisioni personali, ma su ci\u00f2 che \u00e8 la verit\u00e0 per il senso comune condiviso, non ci fanno star bene, \u00e8 solo un modo per deresponsabilizzarci dal prendere le nostre decisioni, tutto si basa sulla realt\u00e0 percepita anzich\u00e9 sulla coscienza di una realt\u00e0 costruita responsabilmente.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin: 0px; font-size: 12px; font-family: Helvetica;\">L&#8217;idea centrale che von Foerster propone, \u00e8 quella di &#8220;complementarit\u00e0&#8221;, (anzich\u00e9 della dicotomia) della definizione della realt\u00e0 e della visione del mondo, e delle posizioni nelle relazioni all&#8217;interno del nostro mondo. Usando la congiunzione &#8220;e&#8221; sotto l&#8217;influenza del pensiero foersteriano, abbiamo la possibilit\u00e0 di tener conto di entrambe le posizioni, non che l&#8217;una neghi l&#8217;altra, cos\u00ec buono e cattivo, giusto e sbagliato, vincente e perdente vero e falso, ognuno \u00e8<\/p>\n<p style=\"margin: 0px; font-size: 12px; font-family: Helvetica;\">responsabile della scelta che prender\u00e0, della posizione che terr\u00e0 nel proprio contesto relazionale, sapendo che ogni decisione, ogni risposta ad una questione irrisolvibile amplier\u00e0 le possibilit\u00e0 di scelta, non creer\u00e0 dilemmi.<\/p>\n<p style=\"margin: 0px; font-size: 12px; font-family: Helvetica;\">La risposta ad una questione irrisolvibile non risulter\u00e0 un unica possibilit\u00e0 di vedere il mondo, la realt\u00e0 \u00e8 questa o \u00e8 quella, ma aprir\u00e0 la possibilit\u00e0 a nuove costruzioni e opzioni, la realt\u00e0 \u00e8 questa ed \u00e8 anche quella. &#8220;Noi possiamo scegliere chi diventare quando abbiamo deciso su una principale questione irrisolvibile&#8221; Heinz von Foerster.<\/p>\n<p style=\"margin: 0px; font-size: 12px; font-family: Helvetica;\">&nbsp;Ma come mai risulta difficile accettare l&#8217;idea che entrambe le posizioni sono possibili e forse persino utili? Come mai la complementariet\u00e0 risulta cos\u00ec difficile da accettare? Questa probabilmente \u00e8 una questione irrisolvibile, si sa che il prendere decisioni comporta tollerare l&#8217;insicurezza ed il disagio e bisogna saper esser flessibili, quella flessibilit\u00e0 che non si possiede quando si \u00e8 bloccati, una flessibilit\u00e0 che si teme dal momento che creerebbe un ulteriore disequilibrio nella nostra vita, tale da richiedere energia e fatica per riequilibrare il tutto, la flessibilit\u00e0 richiede libert\u00e0 e libert\u00e0 richiede responsabilit\u00e0, responsabilit\u00e0 delle decisioni da prendere, allora ci si rivolge a qualcuno di esterno che ci dica ci\u00f2 che \u00e8 giusto o ci\u00f2 che \u00e8 sbagliato, in modo da toglierci ogni responsabilit\u00e0,&nbsp; questo \u00e8 molto umano, e noi, quel &#8220;qualcuno&#8221; esterno ai giochi dobbiamo saper ascoltare chi ha bisogno d&#8217;aiuto.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin: 0px; font-size: 12px; font-family: Helvetica;\">Ma qual \u00e8 la posizione da tenere in questo contesto? Cosa ci direbbe von Foerster a tal proposito?<\/p>\n<p style=\"margin: 0px; font-size: 12px; font-family: Helvetica; min-height: 15px;\"><\/p>\n<p style=\"margin: 0px; font-size: 12px; font-family: Helvetica;\">L&#8217;uso del punto di vista dell&#8217;osservatore, il Counsellor o il terapeuta, nei processi conoscitivi implica che le definizioni di regolarit\u00e0 di funzionamento di una persona o di una famiglia non siano caratteristiche di quella persona o di quella famiglia, ma descrizioni dell&#8217;operatore stesso, Counsellor o terapeuta che, usando le proprie mappe, vede ci\u00f2 che il punto di vista che adotta gli permette di vedere.<\/p>\n<p style=\"margin: 0px; font-size: 12px; font-family: Helvetica;\">Nell&#8217;approccio che si ispira al pensiero di von Foerster, il Counsellor o il terapeuta diventa parte di un unico sistema con il proprio cliente, diventa un sistema complesso, che si intreccia alle azioni che emergono dalle interazioni con il cliente,&nbsp; diventando cos\u00ec parte del loro mondo, e loro diventando parte del nostro, in una trance condivisa, fatta di implicazioni (nessi causali) spostamenti nel tempo e nello spazio, intensificazioni, dissociazioni. Costruendo insieme uno nuovo mondo.<\/p>\n<p style=\"margin: 0px; font-size: 12px; font-family: Helvetica; min-height: 15px;\"><\/p>\n<p style=\"margin: 0px; font-size: 12px; font-family: Helvetica;\">Counsellor ipnotista e cliente danzano insieme. Come Heinz von Foerster usa dire, spiegando il principio costruttivista, si definisce uno che &#8220;danza con il mondo&#8221;, noi danziamo con i nostri clienti in una danza che emerge passo dopo passo in un divenire.<\/p>\n<p style=\"margin: 0px; font-size: 12px; font-family: Helvetica; min-height: 15px;\"><\/p>\n<p style=\"margin: 0px; font-size: 12px; font-family: Helvetica;\">Adattarsi ai passi dell&#8217;altro significa comprendere i suoi moventi, le sue azioni e i pensieri che lo guidano. Danzare con il cliente significa anche capire in che relazioni muove i passi, come sono costruite e come vive le sue relazioni, come \u00e8 cresciuto e sta crescendo.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin: 0px; font-size: 12px; font-family: Helvetica;\">Il Counsellor Ipnotista muove i passi di danza con il cliente, senza farsi guidare o guidare egli stesso in una danza particolare gi\u00e0 conosciuta, ma tentando di aprirsi a nuovi passi ed evoluzioni in cui coinvolgere il proprio cliente.<\/p>\n<p style=\"margin: 0px; font-size: 12px; font-family: Helvetica;\">Portare i propri pregiudizi in terapia, non significa eliminarli, cosa che risulterebbe al quanto difficile, e non indica nemmeno essere neutrali, ma utilizzarli come risorsa da cui partire per aprire nuove possibilit\u00e0. Quelle possibilit\u00e0 che possiamo definire &#8220;ipotesi&#8221; che saranno un punto di partenza per la co-costruzione di nuovi significati, e nuovi scenari di conseguenza, la co-costruzione di significati \u00e8 un complesso momento relazionale, significa che si mette in comune col proprio cliente la &#8220;responsabilit\u00e0&#8221; delle scelte e della realt\u00e0 che verr\u00e0 condivisa in quel contesto di vita. Responsabilit\u00e0 delle convinzioni che porta il cliente e delle nostre personali, di collocarle nel contesto giusto e al momento giusto, responsabilit\u00e0 che ci richiamano all&#8217;etica di von Foerster, risultato di esperienze che derivano dalla nostra personale storia, dal contesto culturale e dall&#8217;orientamento della nostra scuola di Ipnosi Costruttivista, assumendoci la responsabilit\u00e0 del nostro potere di costruire nel vincolo di valori credenze e convinzioni condivise, dato dal carattere relazionale che ogni costruzione interpersonale sempre comporta.<\/p>\n<p style=\"margin: 0px; font-size: 12px; font-family: Helvetica;\">&#8220;Ci\u00f2 che viene definito costruttivismo, io penso, dovrebbe rimanere semplicemente un atteggiamento scettico, Heinz von Foerster.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin: 0px; font-size: 12px; font-family: Helvetica;\">Non \u00e8 possibile esser neutrali all&#8217;interno di un&#8217;interazione umana, il Counsellor ipnotista condivide la relazione con i clienti facendo emergere i propri pregiudizi, con la conseguente impossibilit\u00e0 di essere neutrale, una neutralit\u00e0 che fino ad oggi era la coltivazione di una fredda posizione distaccata, al contrario, ci\u00f2 che \u00e8 pensata come una &#8220;neutralit\u00e0&#8221; necessaria, va trasformata nella costruzione di uno stato di curiosit\u00e0, in quanto la curiosit\u00e0 ci porta ad esplorare e quindi a creare punti di vista diversi che ricorsivamente alimentano la curiosit\u00e0 stessa.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin: 0px; font-size: 12px; font-family: Helvetica;\">E&#8217; proprio per mezzo di questo modo di agire, e di esplorare che emergono i significati che i clienti danno alle sollecitazioni o alle domande curiose che gli facciamo, generando un senso che pu\u00f2 essere definito di neutralit\u00e0, ma che sa di partecipazione, accoglienza e che ci fa prendere cura della persona.<\/p>\n<p style=\"margin: 0px; font-size: 12px; font-family: Helvetica; min-height: 15px;\"><\/p>\n<p style=\"margin: 0px; font-size: 12px; font-family: Helvetica;\">Per condurre una buona relazione d&#8217;aiuto dobbiamo saper fare ipotesi, considerare la circolarit\u00e0 della vita, e vivere una &#8220;neutralit\u00e0&#8221; curiosa verso il nostro cliente, la neutralit\u00e0, utilizzata come sinonimo di curiosit\u00e0, permette di costruire una molteplicit\u00e0 di ipotesi le quali ci permettono di vedere il modo circolare in cui le relazioni all&#8217;interno della vita sono costituite e quindi aprendo il discorso alla possibilit\u00e0 di fare domande circolari ed essere curiosi e perci\u00f2 neutrali, in un gioco senza un fine e senza fine, solo per perturbare il sistema che possa tornare a funzionare.<\/p>\n<p style=\"margin: 0px; font-size: 12px; font-family: Helvetica;\">La domanda da porsi in questa &#8220;terapia episodica&#8221; \u00e8 di chiedersi cosa \u00e8 che connette la nostra storia con quella del nostro cliente, tale da creare in noi quel determinato sentimento verso di lui, o, considerando il contrario, cosa giova al nostro cliente il fatto di creare in noi quel determinato sentimento? Lascio a voi ed alle vostre esperienze dar adito a risposte rivolte all&#8217;una o all&#8217;altra di tali domande.<\/p>\n<p><\/p>\n<div class=\"separator\" style=\"clear: both;\"><a href=\"https:\/\/lh4.googleusercontent.com\/-d0SugH5vIYg\/UxG2aPE2ruI\/AAAAAAAAAQ8\/NA-MaRc39-U\/s640\/blogger-image--707860364.jpg\" imageanchor=\"1\" style=\"margin-left: 1em; margin-right: 1em;\"><img decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"https:\/\/lh4.googleusercontent.com\/-d0SugH5vIYg\/UxG2aPE2ruI\/AAAAAAAAAQ8\/NA-MaRc39-U\/s640\/blogger-image--707860364.jpg\"><\/a><\/div>\n<div style='clear: both;'><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pensieri paralleli. Marco Chisotti. &#8220;L&#8217;ascoltatore, non il parlante, determina il significato&#8221;. Heinz von Foerster L&#8217;individuo ha bisogno di ascoltarsi per&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":{"0":"post-33428","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","6":"category-ipnosi-costruttivista"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/chisotti.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33428","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/chisotti.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/chisotti.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/chisotti.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/chisotti.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=33428"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/chisotti.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33428\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/chisotti.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=33428"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/chisotti.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=33428"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/chisotti.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=33428"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}