{"id":33430,"date":"2018-10-29T12:28:36","date_gmt":"2018-10-29T12:28:36","guid":{"rendered":"https:\/\/chisotti.com\/la-coscienza-come-abitudine-marco-chisotti\/"},"modified":"2018-10-29T12:28:36","modified_gmt":"2018-10-29T12:28:36","slug":"la-coscienza-come-abitudine-marco-chisotti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/chisotti.com\/?p=33430","title":{"rendered":"La coscienza come abitudine. Marco Chisotti."},"content":{"rendered":"<p><span style=\"-webkit-text-size-adjust: auto; background-color: rgba(255, 255, 255, 0);\"><br style=\"-webkit-touch-callout: none;\"><br style=\"-webkit-touch-callout: none;\"><\/span><\/p>\n<div style=\"-webkit-touch-callout: none;\"><span style=\"-webkit-touch-callout: none; -webkit-text-size-adjust: auto; background-color: rgba(255, 255, 255, 0);\">La coscienza come abitudine. Marco Chisotti.<\/span><\/div>\n<p><span style=\"-webkit-text-size-adjust: auto; background-color: rgba(255, 255, 255, 0);\"><br style=\"-webkit-touch-callout: none;\"><\/span><\/p>\n<div style=\"-webkit-touch-callout: none;\"><span style=\"-webkit-touch-callout: none; -webkit-text-size-adjust: auto; background-color: rgba(255, 255, 255, 0);\">Ave! Formula latina di saluto e di augurio, usata a volte tra religiosi o aggiungerei tra counsellor).<\/span><\/div>\n<div style=\"-webkit-touch-callout: none;\"><span style=\"-webkit-touch-callout: none; -webkit-text-size-adjust: auto; background-color: rgba(255, 255, 255, 0);\"><br style=\"-webkit-touch-callout: none;\"><\/span><\/div>\n<div style=\"-webkit-touch-callout: none;\"><span style=\"-webkit-touch-callout: none; -webkit-text-size-adjust: auto; background-color: rgba(255, 255, 255, 0);\">Vi sar\u00e0 capitato di accorgervi quanto sia pi\u00f9 semplice ripetere un esperienza acquisita da tempo piuttosto che cambiarne l&#8217;organizzazione, pensiamo alla strada che facciamo per tornare da casa, ci son dei percorsi che abbiamo memorizzato e che semplicemente ci vengono automatici, la comodit\u00e0 sta nel fatto che posso permettermi di pensar ad altro che la strada la percorro automaticamente, di solito diciamo d&#8217;essere sopra pensiero mentre guidiamo la macchina o camminiamo.<\/span><\/div>\n<div style=\"-webkit-touch-callout: none;\"><span style=\"-webkit-touch-callout: none; -webkit-text-size-adjust: auto; background-color: rgba(255, 255, 255, 0);\">Non so voi ma io mi stupisco sempre di questi straordinari sistemi di condotta che sono automatici proprio perch\u00e8 fuori dalla consapevolezza ordinaria, mi piace pensare che una parte di me, ci\u00f2 che chiamo inconscio, si interessi di guidare, camminare, al posto mio, portandomi a destinazione senza disturbarmi.<\/span><\/div>\n<div style=\"-webkit-touch-callout: none;\"><span style=\"-webkit-touch-callout: none; -webkit-text-size-adjust: auto; background-color: rgba(255, 255, 255, 0);\">Nella vita quotidiana abbiamo molti momenti in cui riusciamo a far contemporaneamente pi\u00f9 cose, per me \u00e8 sempre stata una necessit\u00e0 far pi\u00f9 cose alla volta, il rischio era la distrazione, se il &#8220;compito&#8221; non \u00e8 sufficientemente complesso la mia mente si prende la libert\u00e0 di pensar ad altro distogliendomi concentrazione, nello studiare questo vizio \u00e8 sempre stato un problema per me perch\u00e9 il mio inconscio si prende la libert\u00e0 di considerare ed impegnarsi solo verso argomenti che ritiene interessanti.<\/span><\/div>\n<div style=\"-webkit-touch-callout: none;\"><span style=\"-webkit-touch-callout: none; -webkit-text-size-adjust: auto; background-color: rgba(255, 255, 255, 0);\">La lettura ad esempio \u00e8 per me una grande fonte di distrazione, difficilmente risulta scorrevole, il pi\u00f9 delle volte \u00e8 lenta e travagliata, quasi avessi pi\u00f9 parti di me che concorressero, in maniera separata, a raggiungere un risultato, ed a pensarci bene \u00e8 poi cos\u00ec che funziona, ci sono pi\u00f9 azioni che alla fine creano un comportamento che ci da il risultato atteso, spesso noi abbiamo il risultato finale e tutto il resto \u00e8 andato per proprio conto.<\/span><\/div>\n<div style=\"-webkit-touch-callout: none;\"><span style=\"-webkit-touch-callout: none; -webkit-text-size-adjust: auto; background-color: rgba(255, 255, 255, 0);\">Mi son chiesto se queste cose, gli automatismi, sono possibili anche  per compiti pi\u00f9 complessi e della giuda di un automobile o del camminare, la particolarit\u00e0 delle abitudini \u00e8 che son frutto di esperienze ripetute nel tempo fino al raggiungimento di una prassi molto precisa, se si osserva una persona che svolge un operazione in automatico, come ad esempio un lavoro artigianale, si pu\u00f2 notare con facilit\u00e0 quanto tutto quanto sia sviluppato con semplicit\u00e0, rapidit\u00e0, precisione, e se si osserva bene, con eleganza.<\/span><\/div>\n<div style=\"-webkit-touch-callout: none;\"><span style=\"-webkit-touch-callout: none; -webkit-text-size-adjust: auto; background-color: rgba(255, 255, 255, 0);\">Il principio di economia, minimo sforzo massimo rendimento \u00e8 rispettato alla perfezione dietro ad ogni abitudine consolidata nel tempo, assieme \u00e8 facile notare l&#8217;eleganza con cui si porta avanti l&#8217;esperienza, un eleganza dettata proprio dal principio di economia unito a tanti altri aspetti, meno evidenti, tesi al risultato finale.<\/span><\/div>\n<div style=\"-webkit-touch-callout: none;\"><span style=\"-webkit-touch-callout: none; -webkit-text-size-adjust: auto; background-color: rgba(255, 255, 255, 0);\">\u00c8 straordinaria dunque l&#8217;acquisizione di comportamenti automatici che vengono appresi ed automatizzati, fino a creare vere e proprie competenze complesse che sono sviluppate automaticamente, ma \u00e8 possibile pensare che esistono delle esperienze ancora pi\u00f9 complesse che noi tutti facciamo al pari delle competenze frutto ci azioni e comportamenti?<\/span><\/div>\n<div style=\"-webkit-touch-callout: none;\"><span style=\"-webkit-touch-callout: none; -webkit-text-size-adjust: auto; background-color: rgba(255, 255, 255, 0);\">La risposta \u00e8 si! Esistono esperienze complesse di cui noi non possediamo consapevolezza e che per\u00f2 sviluppiamo costantemente ogni giorno, son arrivato a pensare che la coscienza sia una di queste esperienze, ma cerchiamo di analizzare le azioni, i comportamenti e le competenze che son comprese nel processo della coscienza, mi aiuter\u00f2 coll&#8217;affrontare le variazioni ad un&#8217;abitudine ed il loro impatto sulla nostra consapevolezza in modo da mettere in evidenza ci\u00f2 che facciamo dietro l&#8217;esperienza della coscienza senza renderci conto.<\/span><\/div>\n<div style=\"-webkit-touch-callout: none;\"><span style=\"-webkit-touch-callout: none; -webkit-text-size-adjust: auto; background-color: rgba(255, 255, 255, 0);\">Intanto \u00e8 bene considerare che  la memoria degli eventi \u00e8 favorita da quegli elementi straordinari e non da gli elementi ordinari, l&#8217;attenzione a ci\u00f2 che si fa aumenta quando si incontrano variabili inconsuete, tutto ci\u00f2 che \u00e8 compreso nell&#8217;ovvio non alza il nostro livello di attenzione, anzi ne abbassa il livello.<\/span><\/div>\n<div style=\"-webkit-touch-callout: none;\"><span style=\"-webkit-touch-callout: none; -webkit-text-size-adjust: auto; background-color: rgba(255, 255, 255, 0);\">Credo che la coscienza sia un abitudine, come tante complesse esperienze che svolgiamo con semplicit\u00e0 ma che all&#8217;origine hanno richiesto un lungo periodo di &#8220;allenamento&#8221;, forse la coscienza \u00e8 l&#8217;esperienza pi\u00f9 complessa che svolgiamo, in cima alla lista delle nostre competenze, credo sia alla base ed all&#8217;altezza di tutto il nostro vivere, un vero e proprio contenitore di tutto il nostro sapere, fare ed essere contemporaneamente.<\/span><\/div>\n<div style=\"-webkit-touch-callout: none;\"><span style=\"-webkit-touch-callout: none; -webkit-text-size-adjust: auto; background-color: rgba(255, 255, 255, 0);\">Mi son sempre incuriosito dei processi complessi, ho come una piacevole sensazione nel perdermi nell&#8217;infinito spazio del comprensibile, son convinto sostenitore del principio costruttivista che sostiene: &#8220;La realt\u00e0 \u00e8 un invenzione, una costruzione della notra mente, non una scoperta!&#8221;.<\/span><\/div>\n<div style=\"-webkit-touch-callout: none;\"><span style=\"-webkit-touch-callout: none; -webkit-text-size-adjust: auto; background-color: rgba(255, 255, 255, 0);\">Ad intenderci credo si possa sostenere che noi scopriamo quello che il nostro &#8220;inconscio&#8221; costruisce per noi, per cui la coscienza possiede la scoperta che a sua volta \u00e8 posseduta dalla costruzione del nostro inconscio, il quale a sua volta abbia a che fare con il &#8220;caso&#8221; e la complessit\u00e0, trasformando per noi qualcosa di complesso e casuale in qualcosa di sufficientemente semplice da esser declinato in un processo finalizzato che \u00e8 la vita.<\/span><\/div>\n<div style=\"-webkit-touch-callout: none;\"><span style=\"-webkit-text-size-adjust: auto; background-color: rgba(255, 255, 255, 0);\"><span style=\"-webkit-touch-callout: none;\">Mi sto accorgendo che la &#8220;cosa&#8221; si sta facendo complessa e dunque aumenta per me, ma credo per tutti, il processo confusivo, la complessit\u00e0 sento che sta sulla sponda del sacro, di ci\u00f2 che non si pu\u00f2 nominare, la coscienza \u00e8 sacra per quanto \u00e8 complessa, noi possiamo viverne gli effetti ma ci \u00e8 precluso raggiungerne l&#8217;origine, violeremmo il secondo principio della cibernetica, <\/span><span style=\"-webkit-touch-callout: none;\"><span style=\"-webkit-touch-callout: none;\">Heinz von Foerster e Margaret Mead introducono l&#8217;idea che l&#8217;osservatore non puo&#768; mantenere una posizione esterna e neutrale rispetto al sistema osservato, nel nostro caso la persona che osserva se stessa, non pu\u00f2 sviluppare una coscienza di se che comprenda la coscienza della coscienza di se, ma entra a far parte del processo e delle operazioni soggettive del conoscere che faranno emergere quella realta&#768; e non un&#8217;altra, la persona entra in quell&#8217;abitudine che gli fa emergere l&#8217;idea che si \u00e8 costruita negli anni di se che chiamiamo coscienza.<\/span><\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"-webkit-touch-callout: none;\"><span style=\"-webkit-text-size-adjust: auto; background-color: rgba(255, 255, 255, 0);\">Se pensiamo alla coscienza, o semplicemente ad un processo di consapevolezza, dobbiamo considerare il concetto di causalita&#768; circolare, un concetto che e&#768; stato considerato da Luhmann, Pardi, Lanzara, Atlan , Lovelock, Morin, Pepe, scienziati del pensare che hanno sostenuto la rivalutazione del concetto di causalita&#768; come una delle basi della complessit\u00e0 stessa.&nbsp;<\/span><\/div>\n<div style=\"-webkit-touch-callout: none;\"><span style=\"-webkit-text-size-adjust: auto; background-color: rgba(255, 255, 255, 0);\">Descrivere il funzionamento dei sistemi in funzione di anelli di retroazione introduce una prospettiva che supera la causalita&#768; lineare alla quale tradizionalmente si usa ricondurre i fenomeni che osserviamo ed in cui tendiamo a mettere la stessa coscienza.<\/span><\/div>\n<div style=\"-webkit-touch-callout: none;\"><span style=\"-webkit-text-size-adjust: auto; background-color: rgba(255, 255, 255, 0);\">La causalita&#768; lineare vuole che, ad esempio, A sia la causa di B; a sua volta, B potrebbe causare C che determina D. Ma se a questo punto immaginiamo D come un&#8217;informazione che retroagisce su A, abbiamo un&#8217;idea di cosa sia la causalita&#768; circolare, la coscienza risponde a queste regole complesse, ed i passaggi intermedi sono molti e molti di pi\u00f9 di quelli comprensibili, memorizzabili e dunque &#8220;coscientizzabili&#8221;.<br style=\"-webkit-touch-callout: none;\">La causalita&#768;, grazie alla cibernetica ed ai circuiti di feedback, non e&#768; piu&#768; vista come lineare ma come ricorsiva, circolare, autoreferente. Le conseguenze di questo ragionamento divengono sostanzialmente due.&nbsp;La prima \u00e8 la difficolta&#768; di fare una distinzione tra causa ed effetto in una situazione in cui il prodotto di una causa ritorna circolarmente sulla causa stessa. In un processo di coscienza una causa puo&#768; essere al tempo stesso il prodotto del suo effetto; l&#8217;elemento &#8220;causante&#8221; la coscienza puo&#768; essere al tempo stesso cio&#768; che viene causato, la coscienza stessa, generando un paradosso, ricordate Groucho Marx quando afferma:&nbsp;&#8220;N<span style=\"-webkit-touch-callout: none;\"><span style=\"-webkit-touch-callout: none;\">on vorrei mai fare parte di un club che accettasse tra i suoi soci uno come me&#8221;<\/span><\/span><span style=\"-webkit-touch-callout: none;\">.<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"-webkit-touch-callout: none;\"><span style=\"-webkit-text-size-adjust: auto; background-color: rgba(255, 255, 255, 0);\">La seconda difficolt\u00e0 nel comprendere un fenomeno di coscienza riguarda la possibilita&#768; che in un sistema molto articolato e complesso, come \u00e8 la mente umana, una causa pu\u00f2 produrre effetti diversi (multifinalita&#768;) ed uno stesso effetto pu\u00f2 essere prodotto da cause diverse (equifinalita&#768;).<\/span><\/div>\n<div style=\"-webkit-touch-callout: none;\"><span style=\"-webkit-text-size-adjust: auto; background-color: rgba(255, 255, 255, 0);\">Credo sia sufficiente per comprendere il ginepraio in cui ci si mette quando si sconfina l&#8217;ovvio, l&#8217;abitudine di dar per scontato che esiste qualcosa che \u00e8 la coscienza, ma a rende pi\u00f9 complessa ed interessante la &#8220;coscienza&#8221; e le sue abitudini ci pensa Gregory Bateson, ricordo che lessi la sua opera quando iniziai ad interessarmi di sacro e coscienza, <\/span><\/div>\n<div style=\"-webkit-touch-callout: none;\"><span style=\"-webkit-text-size-adjust: auto; background-color: rgba(255, 255, 255, 0);\"><br style=\"-webkit-touch-callout: none;\"><\/span><\/div>\n<div style=\"-webkit-touch-callout: none;\"><span style=\"-webkit-text-size-adjust: auto; background-color: rgba(255, 255, 255, 0);\">Nella concezione costruttivista di Gregory Bateson, la conoscenza e&#768; un processo che prende forma attraverso la relazione di piu&#768; parti coinvolte. La relazione, per Bateson, viene prima di qualsiasi altro atto possibile, prima della conoscenza e della coscienza stessa, la relazione rende la coscienza una non abitudine.&nbsp;<\/span><\/div>\n<div style=\"-webkit-touch-callout: none;\"><span style=\"-webkit-text-size-adjust: auto; background-color: rgba(255, 255, 255, 0);\">Infatti prima ancora di relazionarsi, gli esseri viventi esistono, proprio per il fatto di essere in relazione nella danza creatrice, non si puo&#768; esistere come entita&#768; senza che ve ne sia un&#8217;altra in relazione. Conoscere e conoscersi significa relazionarsi con un oggetto\/evento\/soggetto: A e B non potrebbero esistere se non in funzione della relazione che li connette. Prima ci sono le relazioni, mentre i loro termini <span style=\"-webkit-touch-callout: none;\"><span style=\"-webkit-touch-callout: none;\">(le cose) sono secondari, sebbene nelle nostre abitudini di pensiero la gerarchia sia spesso rovesciata, pensiamo che esista una realt\u00e0 a prescindere dalla relazione cognitiva con essa.&nbsp;<\/span><\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"-webkit-touch-callout: none;\"><span style=\"-webkit-touch-callout: none;\"><span style=\"-webkit-touch-callout: none; -webkit-text-size-adjust: auto; background-color: rgba(255, 255, 255, 0);\">L&#8217;attenzione di Bateson si sposta dal contenuto alla forma, da quello che avviene nel contesto al contesto, dai fenomeni che sono in relazione alla relazione stessa. Al posto di un mondo popolato da &#8220;io&#8221; isolati e ben definiti, coscienti e consapevoli, egli annuncia comunita&#768; circolari e comunicanti di soggetti che esistono in quanto sono, per definizione, in relazione con altri soggetti.&nbsp;<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"-webkit-touch-callout: none;\"><span style=\"-webkit-touch-callout: none;\"><span style=\"-webkit-touch-callout: none; -webkit-text-size-adjust: auto; background-color: rgba(255, 255, 255, 0);\">Il &#8220;cogito ergo sum&#8221; di Cartesio viene  sostituito dal &#8220;penso dunque siamo&#8221; che suggerisce Heinz von Foerster, dove la formulazione di ogni pensiero, pur appartenendo al singolo individuo, deriva dall&#8217;interazione con un meccanismo mentale di piu&#768; grande respiro, al di fuori di un abitudine soggettiva, incrociandosi con abitudini collettive, il cui risultato sfocia nella complessit\u00e0 del sacro, la relazione la puoi solo vivere, non la puoi contenere in una coscienza soggettiva.<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"-webkit-touch-callout: none;\"><span style=\"-webkit-touch-callout: none;\"><span style=\"-webkit-touch-callout: none; -webkit-text-size-adjust: auto; background-color: rgba(255, 255, 255, 0);\">Bateson prende le distanze da Sigmund Freud che apriva la mente verso il mondo interno riportando tutti i processi all&#8217;interno del corpo, lui estende la mente e dunque la coscienza al mondo esterno, le cose e dunque la realt\u00e0 sono guardate con la trama con cui son fatti i sogni ed il mondo delle idee, ma fatte attraverso le azioni, i comportamenti, le competenze acquisite e rese abitudini, in stati mentali, la cui memoria dipendente ci apre una porta alla volta, facendoci prendere coscienza, nel qui ed ora, di una piccola porzione del possibile, rendendo la nostra coscienza, nello scorrere del tempo, una grande abitudine a trattare piccole abitudini di vita.<\/span><\/span><\/div>\n<div><span style=\"-webkit-touch-callout: none; font-size: 18px;\"><span style=\"-webkit-touch-callout: none; font-size: 26px;\"><br \/><\/span><\/span><\/div>\n<p><\/p>\n<div class=\"separator\" style=\"clear: both;\"><a href=\"https:\/\/lh5.googleusercontent.com\/-Ab1KKdsS51s\/Ut5TZ7h73fI\/AAAAAAAAAQc\/RaUWBxSNjGE\/s640\/blogger-image-1984976557.jpg\" imageanchor=\"1\" style=\"margin-left: 1em; margin-right: 1em;\"><img decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"https:\/\/lh5.googleusercontent.com\/-Ab1KKdsS51s\/Ut5TZ7h73fI\/AAAAAAAAAQc\/RaUWBxSNjGE\/s640\/blogger-image-1984976557.jpg\"><\/a><\/div>\n<div style='clear: both;'><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La coscienza come abitudine. 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