{"id":33432,"date":"2018-10-29T12:28:36","date_gmt":"2018-10-29T12:28:36","guid":{"rendered":"https:\/\/chisotti.com\/il-cambiamento-nulla-di-pi-che-un-tornado-marco\/"},"modified":"2018-10-29T12:28:36","modified_gmt":"2018-10-29T12:28:36","slug":"il-cambiamento-nulla-di-pi-che-un-tornado-marco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/chisotti.com\/?p=33432","title":{"rendered":"Il cambiamento nulla di pi&ugrave; che un tornado. Marco &#8230;"},"content":{"rendered":"<div style=\"-webkit-touch-callout: none;\"><span style=\"-webkit-touch-callout: none; -webkit-text-size-adjust: auto; background-color: rgba(255, 255, 255, 0);\">Il cambiamento: nulla pi\u00f9 che un tornado. Marco Chisotti<\/span><\/div>\n<p><span style=\"-webkit-text-size-adjust: auto; background-color: rgba(255, 255, 255, 0);\"><br style=\"-webkit-touch-callout: none;\"><\/span><\/p>\n<div style=\"-webkit-touch-callout: none;\"><span style=\"-webkit-touch-callout: none; -webkit-text-size-adjust: auto; background-color: rgba(255, 255, 255, 0);\">&#8220;Tutto ci\u00f2 che viene detto \u00e9 detto da un osservatore ad un&#8217;altro osservatore, che potrebbe anche essere se stesso.&#8221;<\/span><\/div>\n<div style=\"-webkit-touch-callout: none;\"><span style=\"-webkit-touch-callout: none; -webkit-text-size-adjust: auto; background-color: rgba(255, 255, 255, 0);\">Humberto Maturana.<\/span><\/div>\n<p><span style=\"-webkit-text-size-adjust: auto; background-color: rgba(255, 255, 255, 0);\"><br style=\"-webkit-touch-callout: none;\"><\/span><\/p>\n<div style=\"-webkit-touch-callout: none;\"><span style=\"-webkit-touch-callout: none; -webkit-text-size-adjust: auto; background-color: rgba(255, 255, 255, 0);\">Cos\u00ec nasce l&#8217;era della narrazione, la scienza, sostenuta dalla tecnica, sua diretta applicazione, si \u00e8 messa a narrarci la nostra storia, ma lei, che siamo noi, come pu\u00f2 parlare di noi che siamo lei? <\/span><\/div>\n<div style=\"-webkit-touch-callout: none;\"><span style=\"-webkit-touch-callout: none; -webkit-text-size-adjust: auto; background-color: rgba(255, 255, 255, 0);\">Siamo dentro un paradosso e dobbiamo convivere con questo limite, dobbiamo tornare all&#8217;esperienza e considerare quella come base, non \u00e8 l&#8217;atomo che fa la cellula, ne la cellula fa il cervello, ne il cervello fa l&#8217;intelligenza, ne l&#8217;intelligenza fa la coscienza.<\/span><\/div>\n<div style=\"-webkit-touch-callout: none;\"><span style=\"-webkit-touch-callout: none; -webkit-text-size-adjust: auto; background-color: rgba(255, 255, 255, 0);\">Edgar Morin sottoline\u00f2 molto bene che la somma delle parti di un sistema \u00e8 pi\u00f9 o meno del lavoro delle singole parti, quando si lavora in sincronia e sinergia la somma totale \u00e8 pi\u00f9 della somma delle singole parti, altrimenti pu\u00f2 esser meno del lavoro delle singole parti quando non c&#8217;\u00e8 un utile organizzazione, o meglio autorganizzazione delle parti, questa \u00e8 una cosa semplice da constatare in qualunque esperienza di gruppo che vi venga in mente. Ci\u00f2 che \u00e8 sotteso in questo concetto \u00e8 che la somma \u00e8 qualcosa di diverso, qualcosa che nasce proprio dal fatto che le parti si trovano a lavorare assieme, \u00e8 il fenomeno dell'&#8221;emergenza&#8221; che desidero mettere in luce.<\/span><\/div>\n<div style=\"-webkit-touch-callout: none;\"><span style=\"-webkit-touch-callout: none; -webkit-text-size-adjust: auto; background-color: rgba(255, 255, 255, 0);\">Varela, (2001) prima di lasciarci prematuramente, porta l&#8217;esempio del tornado per descrivere il fenomeno dell&#8217;emergenza e il suo rapporto con l&#8217;auto organizzazione. All&#8217;inizio in circolazione nell&#8217;atmosfera ci sono innumerevoli particelle di aria e acqua (questo \u00e8 un normale fenomeno locale). Le fluttuazioni casuali cio\u00e8 il movimento non ordinato, disordinato, delle particelle, possono condurre, non sempre o necessariamente, ad un &#8220;ordine per fluttuazione&#8221; (Prigogine,Stengers) che chiamiamo autorganizzazione appunto. Nel meccanismo dell&#8217;autorganizzazione, secondo Prigogine, caos e necessit\u00e0 giocano lo stesso ruolo la cui caratteristica \u00e8 appunto quello che sembra un ossimoro: un&#8217;ordine caotico, in un originale contrasto.<\/span><\/div>\n<div style=\"-webkit-touch-callout: none;\"><span style=\"-webkit-touch-callout: none; -webkit-text-size-adjust: auto; background-color: rgba(255, 255, 255, 0);\">Se prendessimo un mazzo di carte le mischiassimo, e le trovassimo tutte in un preciso ordine di scala decrescente dalla prima all&#8217;ultima ci stupiremmo immensamente, dimenticando che quel preciso ordine che noi vediamo \u00e8 un ordine n&#8217;\u00e8 pi\u00f9 ne meno di una qualunque altra combinazione possibile, \u00e8 il nostro modello di ordine ed aspettativa che genera in noi la straordinaria sorpresa.<\/span><\/div>\n<div style=\"-webkit-touch-callout: none;\"><span style=\"-webkit-touch-callout: none; -webkit-text-size-adjust: auto; background-color: rgba(255, 255, 255, 0);\">Attraverso l&#8217;autorganizzazione, delle gocce e dell&#8217;aria, emerge dall&#8217;oceano delle fluttuazioni una nuova struttura, un fenomeno globale &#8211; il tornado- con una diversa identit\u00e0 e diverse propriet\u00e0 un diverso ordine: le gocce di aria e acqua non sfondano case. Il tornado non ha un esistenza sostanziale materiale ma esiste unicamente come pattern relazionale. Ugualmente agli atomi di sale che buttiamo nell&#8217;acqua della pasta che dissolta la loro struttura (si sciolgono) perdono la loro propriet\u00e0 emergente di cristallo. La struttura cristallina del sale \u00e8 qualcosa di non riducibile agli atomi che la compongono, cos\u00ec come le propriet\u00e0 della coscienza non sono riconducibili ai suoi correlati neuronali. L&#8217;approccio riduzionista spiega il tornado come formato e dipendente dalle particelle di aria-acqua o in un ottica di dualismo moderato come epifenomeno delle stesse. Contro questi approcci Varela porta l&#8217;evidenza della causalit\u00e0 discendente: le propriet\u00e0 globali retroagiscono su quelle locali. Lo slogan usato dall&#8217;autore \u00e8: &#8221; la mente non \u00e8 nella testa&#8221; ma si trova nel &#8220;non-luogo della co-determinazione di interno ed esterno&#8221; (Varela,2000).<\/span><\/div>\n<div style=\"-webkit-touch-callout: none;\"><span style=\"-webkit-touch-callout: none; -webkit-text-size-adjust: auto; background-color: rgba(255, 255, 255, 0);\">Quando ci interessiamo di relazioni d&#8217;aiuto entriamo in contatto con un idea complessa, l&#8217;aiuto \u00e8 l&#8217;emergenza di pi\u00f9 fattori che si intrecciano e che danno un risultato data da una relazione dove le propriet\u00e0 globali, la relazione d&#8217;aiuto, retroagiscono su quelle locali, gli stati mentali, &#8221; la mente non \u00e8 nella testa&#8221; come l&#8217;aiuto non \u00e8 nel counsellor ma si trova nel non-luogo della co-determinazione di interno ed esterno, nella relazione, \u00e8 li che avvengono i cambiamenti, \u00e8 li che si crea la differenza e si sviluppa il potenziale, il risultato \u00e8 garantito, alla perturbazione il sistema reagisce  ci\u00f2 che non \u00e8 garantito \u00e8 il risultato desiderato, quello \u00e8 sperato ma spesso ci vogliono molte esperienze per avere un cambiamento.<\/span><\/div>\n<p><span style=\"-webkit-text-size-adjust: auto; background-color: rgba(255, 255, 255, 0);\"><br style=\"-webkit-touch-callout: none;\"><\/span><\/p>\n<div style=\"-webkit-touch-callout: none;\"><span style=\"-webkit-touch-callout: none; -webkit-text-size-adjust: auto; background-color: rgba(255, 255, 255, 0);\">&#8220;Quando guardi un sistema vivente trovi sempre una rete di processi o di molecole che reagiscono tra di loro in tale modo da produrre la rete che li ha prodotti e che determina il proprio confine: tale rete la chiamo autopoietica. Ogni volta che incontri una rete le cui operazioni producano se stessa come risultato, sei di fronte a un sistema autopoietico. Produce se stesso. Il sistema \u00e8 aperto all&#8217;ingresso di materia, nutrienti, energia dall&#8217;esterno, ma \u00e8 chiuso rispetto alla dinamica delle reazioni che lo generano&#8221;&nbsp;<\/span><\/div>\n<div style=\"-webkit-touch-callout: none;\"><span style=\"-webkit-touch-callout: none; -webkit-text-size-adjust: auto; background-color: rgba(255, 255, 255, 0);\">Humberto Maturana.<\/span><\/div>\n<p><span style=\"-webkit-text-size-adjust: auto; background-color: rgba(255, 255, 255, 0);\"><br style=\"-webkit-touch-callout: none;\"><\/span><\/p>\n<div style=\"-webkit-touch-callout: none;\"><span style=\"-webkit-touch-callout: none; -webkit-text-size-adjust: auto; background-color: rgba(255, 255, 255, 0);\">Ogni individuo \u00e8 un sistema autopoietico al suo interno avvengono i cambiamenti possibili rispetto al suo mondo possibile, difficile immaginarlo ma l&#8217;ordine del mondo interno non \u00e8 riducibile alla percezione dell&#8217;ordine osservato dall&#8217;esterno, \u00e8 vero che l&#8217;individuo d\u00e0 le risposte che ci servono ma solo attraverso la relazione emerge un nuovo ordine, ma nella relazione non \u00e8 la semplice somma di due o pi\u00f9 parti che ci interessa, sappiamo chi sono gli individui nella relazione, non sappiamo il risultato che otterremo perch\u00e9 \u00e8 un risultato di &#8220;emergenza&#8221; quello che si produce e che va a cambiare i singoli elementi di partenza creando in loro un cambiamento utile.<\/span><\/div>\n<div style=\"-webkit-touch-callout: none;\"><span style=\"-webkit-touch-callout: none; -webkit-text-size-adjust: auto; background-color: rgba(255, 255, 255, 0);\">Il risultato che otteniamo \u00e8 vero per quanto ci ha lasciati diversi, \u00e8 vera la fenomenologia che possiamo osservare o vivere, il mistero rimane e la verit\u00e0 \u00e8 rimandata, in una frase di un romanzo di Satprem \u00e8 riassunto molto bene il sentimento che mi sembra abbia guidato Francisco Varela lungo la sua vita di scienziato: &#8220;Una verit\u00e0 che non sia tutto non pu\u00f2 essere tutta la verit\u00e0&#8221;, cos\u00ec procedo a veder un pezzo alla volta di ogni stato mentale, per individuarne i passi pi\u00f9 significativi alla ricerca di quell&#8217;ordine di esperienze che ci fa sentir ben, che ci fa sentir meglio, che fa sentir meglio chi incontriamo e desidera esser da noi aiutato a cambiare, risolvere, affrontare, superare, alle volte capire, ma sicuramente che desidera condividere con noi.<\/span><\/div>\n<p><\/p>\n<div class=\"separator\" style=\"clear: both;\"><a href=\"https:\/\/lh4.googleusercontent.com\/-MmsNMTsuU80\/UsVN1gTgHiI\/AAAAAAAAAP8\/7z0PvXHxlzo\/s640\/blogger-image-840939754.jpg\" imageanchor=\"1\" style=\"margin-left: 1em; margin-right: 1em;\"><img decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"https:\/\/lh4.googleusercontent.com\/-MmsNMTsuU80\/UsVN1gTgHiI\/AAAAAAAAAP8\/7z0PvXHxlzo\/s640\/blogger-image-840939754.jpg\"><\/a><\/div>\n<div style='clear: both;'><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il cambiamento: nulla pi\u00f9 che un tornado. 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