{"id":33461,"date":"2018-10-29T12:28:45","date_gmt":"2018-10-29T12:28:45","guid":{"rendered":"https:\/\/chisotti.com\/cavalli-dal-mantello-maculato\/"},"modified":"2018-10-29T12:28:45","modified_gmt":"2018-10-29T12:28:45","slug":"cavalli-dal-mantello-maculato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/chisotti.com\/?p=33461","title":{"rendered":"Cavalli dal mantello maculato."},"content":{"rendered":"<p>A cura di Marco Chisotti<br \/>\n&#8220;La maggior parte di noi spreca troppa energia creativa cercando di imporre la propria concezione agli altri nelI&#8217;illusione che ci\u00f2 che noi crediamo sia una realt\u00e0 oggettiva. Questo \u00e8 ci\u00f2 che nella coscienza del ventesimo secolo \u00e8 chiamato potere: cercare di costruire realt\u00e0 mentali cui gli altri debbano adeguarsi.&#8221;<br \/>\nErnest L. Rossi<\/p>\n<p>Il potere, nella sua concezione pi\u00f9 diffusa, giace proprio in questa credenza, solo perch\u00e9 una cosa la si percepisce deve risultare anche vera, facendoci sentire in diritto di convincere gli altri della nostra stessa percezione.<br \/>\nOra l&#8217;esperienza \u00e8 sempre soggettiva, \u00e8 il modo in cui noi siamo in grado di renderci conto della nostra realt\u00e0, la consapevolezza, molte volte la consapevolezza \u00e8 per fortuna facilmente condivisibile, altre volte non \u00e8 condivisibile e risulta ovvia e credibile solo per chi l&#8217;ha sperimentata.<br \/>\nDi solito le persone infervorate nella propria convinzione prestano poca attenzione alla percezione della realt\u00e0 degli altri ed a quanto questa possa essere altrettanto reale e dunque agli occhi del proprio interlocutore vera.<br \/>\n\u00c8 tanto pi\u00f9 forte questa nostra convinzione di un mondo reale che difficilmente lasciamo le nostre convinzioni, trasformandole in profezie che si auto avverano, in pratica ogni persona sella sauna, se la canta, e se la balla da sola, come si usa dire.<br \/>\nAltre volte la realt\u00e0 si manifesta in un modo ancora pi\u00f9 intrigato tanto da nasconderci elementi che consideriamo palesi solo dopo un attenta analisi ed osservazione, per questa ragione risulta illusorio attribuire alla realt\u00e0 l&#8217;oggettivit\u00e0, la realt\u00e0 \u00e8 un fatto culturale prima ancora che percettivo.<\/p>\n<p>\n&#8220;I nostri antenati cacciatori-raccoglitori, che, nel corso di decine di migliaia di anni, hanno sviluppato le tecniche della pietra, per elaborare poi quelle dell&#8217;osso e del metallo, hanno disposto e fatto uso, nelle loro strategie di conoscenza e di azione, di un pensiero empirico\/logico\/razionale ed hanno prodotto, accumulando e organizzando un formidabile sapere botanico, zoologico, ecologico, tecnologico, una vera e propria scienza. Tuttavia, questi nostri avi arcaici accompagnavano tutti i loro atti tecnici con riti, credenze, miti, magie, e agli antropologi dell&#8217;inizio del secolo \u00e8 persino potuto sembrare che, rinchiusi in un pensiero mitico-magico, questi &#8220;primitivi&#8221; ignorassero ogni razionalit\u00e0.<br \/>\nQuanto irrazionali erano questi antropologi, che si credevano detentori della razionalit\u00e0! Quanto infantili questi antropologi che credevano di studiare un pensiero infantile! Semplicisti questi antropologi incapaci di concepire che i loro &#8220;primitivi&#8221; si muovessero nei due pensieri contemporaneamente, senza con questo confonderli! Una tale visione \u00e8 ormai abbandonata dall&#8217;antropologia contemporanea, che ha anzi, in diversi modi, &#8220;riabilitato&#8221; il mito; ma occorre comprendere perch\u00e9 il medesimo selvaggio che apparentemente, per uccidere il suo nemico, ne trafigge l&#8217;immagine, costruisce la sua capanna in legno in modo affatto reale e taglia la sua freccia secondo le regole dell&#8217;arte, e non in effigie&#8221;.<br \/>\nLudwig Wittgenstein.<\/p>\n<p>L&#8217;antropologo \u00e8 una figura affascinante, uno scienziato che vuole conoscere la realt\u00e0 di conoscenze e credenze di altre culture, ma spesso vuole sottrarsi all&#8217;osservazione stessa, \u00e8 stato inquadrato bene da Ludwig Wittgenstein, un filosofo sensibile alle regole del gioco, le stesse regole del gioco che ha saputo disvelare Gregory Bateson in molte occasioni, lui stesso \u00e8 figlio di un genetista, diviene diviene antropologo, ma non fu molto apprezzato nel campo per il suo originale modo di affrontare la materia, curiosamente invert\u00ec i fattori, si mise a studiare l&#8217;antropologo stesso, i suoi comportamenti, i suoi pensieri ricavando considerazioni che ci aiutano a fare debite distinzioni quando si fanno considerazioni sull&#8217;uomo, quando si \u00e8 osservatori o si \u00e8 osservati, a seconda delle punteggiature date.<br \/>\nDifficile per un antropologo, poter sostenere un principio ontologico, dal momento che si osservano i comportamenti cognitivi di chi fa le distinzioni, ed il vizio di fondo \u00e8 che a sostenere il principio ontologico, un idea di verit\u00e0, \u00e8 lo stesso individuo che lo definisce le regole del gioco.<br \/>\nIl secondo principio della cibernetica ci ricorda che non possiamo prescindere da come siamo fatti per dire come siamo fatti, cadiamo preda dell&#8217;osservatore il quale, a sua volta \u00e8 gi\u00e0 preda di un altro osservatore prima di lui, impossibile arrivare all&#8217;osservatore che inizi\u00f2 per primo ad osservare ed innest\u00f2 una infinita catena relativa di osservazioni parziali. <br \/>\n\u00c8 la memoria, il ricordo a farci pensare, a farci avere consapevolezza, a renderci protagonisti.<br \/>\n&#8220;Io amo gli uomini che cadono, se non altro perch\u00e9 sono quelli che attraversano&#8221;.<br \/>\nFriedrich Nietzsche<\/p>\n<p>Impegnarsi, esser protagonisti, attivi, forse \u00e8 cos\u00ec che si dovrebbe vivere, perlomeno cos\u00ec ci si aspetta che debba andare la nostra vita. Il dubbio rimane, \u00e8 importante esser protagonisti o \u00e8 un&#8217;illusione, una necessita sociale, culturale, credo vada seguito un certo equilibrio, un po&#8217; esser protagonisti ed un po&#8217; contemplare, lasciar scorrere.<\/p>\n<p>&#8220;Osserva il gregge che pascola davanti a te: non sa che cosa sia ieri, che cosa sia oggi: salta intorno, mangia, digerisce, salta di nuovo. \u00c8 cos\u00ec dal mattino alla sera e giorno dopo giorno, legato brevemente con il suo piacere ed il suo dispiacere, attaccato cio\u00e8 al piolo dell&#8217;attimo e perci\u00f2 n\u00e9 triste n\u00e9 annoiato&#8230; <br \/>\nL&#8217;uomo chiese una volta all&#8217;animale: &#8220;Perch\u00e9 mi guardi soltanto senza parlarmi della felicit\u00e0?&#8221; L&#8217;animale voleva rispondere e dice: &#8220;Ci\u00f2 avviene perch\u00e9 dimentico subito quello che volevo dire&#8221; &#8211; ma dimentic\u00f2 subito anche questa risposta e tacque: cos\u00ec l&#8217;uomo se ne meravigli\u00f2. Ma egli si meravigli\u00f2 anche di se stesso, di non poter imparare a dimenticare e di essere sempre accanto al passato: per quanto lontano egli vada e per quanto velocemente, la catena lo accompagna. \u00c8 un prodigio: l&#8217;attimo, in un lampo \u00e8 presente, in un lampo \u00e8 passato, prima un niente, dopo un niente, ma tuttavia torna come fantasma e turba la pace di un istante successivo. Continuamente si stacca un foglio dal rotolo del tempo, cade, vola via &#8211; e improvvisamente rivola indietro, in grembo all&#8217;uomo. Allora l&#8217;uomo dice &#8220;Mi ricordo&#8221;.&#8221; <br \/>\nFriedrich Nietzsche<\/p>\n<p>\u00c8 incredibile come sia &#8220;vero&#8221; per me questo pensiero di Friedrich Nietzsche, e tutto mi \u00e8 reso possibile dal ricordo, penso, ricordo, dunque sono, risaltano da queste considerazioni le due leggi della forma della conoscenza di Spencer Brown, prima legge della conoscenza: &#8220;Fate una distinzione&#8221;, seconda legge della forma: &#8220;Ricordate quali distinzioni son state fatte!&#8221; il ricordo \u00e8 la nostra conoscenza, e la conoscenza obbliga, per quanto non se ne pu\u00f2 far a meno, siamo obbligati dalla nostra conoscenza, le nostre esperienze sono la causa della nostra conoscenza, ed il mondo ne \u00e8 la conseguenza.<\/p>\n<div class=\"separator\"style=\"clear: both; text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/lh3.googleusercontent.com\/-2jkakFxAZpc\/UDpEjG_MLbI\/AAAAAAAAAE8\/QuUwxah1xHk\/s640\/blogger-image--1879461506.jpg\" imageanchor=\"1\" style=\"margin-left: 1em; margin-right: 1em;\"><img decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"https:\/\/lh3.googleusercontent.com\/-2jkakFxAZpc\/UDpEjG_MLbI\/AAAAAAAAAE8\/QuUwxah1xHk\/s640\/blogger-image--1879461506.jpg\" \/><\/a><\/div>\n<div style='clear: both;'><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A cura di Marco Chisotti &#8220;La maggior parte di noi spreca troppa energia creativa cercando di imporre la propria concezione&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":{"0":"post-33461","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","6":"category-ipnosi-costruttivista"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/chisotti.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33461","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/chisotti.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/chisotti.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/chisotti.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/chisotti.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=33461"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/chisotti.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33461\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/chisotti.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=33461"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/chisotti.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=33461"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/chisotti.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=33461"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}