{"id":33477,"date":"2018-10-29T12:28:50","date_gmt":"2018-10-29T12:28:50","guid":{"rendered":"https:\/\/chisotti.com\/esiste-ma-come-esiste-vero-pi-del-vero\/"},"modified":"2018-10-29T12:28:50","modified_gmt":"2018-10-29T12:28:50","slug":"esiste-ma-come-esiste-vero-pi-del-vero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/chisotti.com\/?p=33477","title":{"rendered":"Esiste? Ma come esiste? &Egrave; vero pi&ugrave; del vero!"},"content":{"rendered":"<p>Rompicapo estivo di Marco Chisotti. <\/p>\n<p><center><a href='http:\/\/photo.blogpressapp.com\/show_photo.php?p=11\/08\/13\/2318.jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"0\" height=\"281\" src=\"http:\/\/photo.blogpressapp.com\/photos\/11\/08\/13\/s_2318.jpg\" style=\"margin:5px\" width=\"186\"><\/a><\/center><\/p>\n<p>Voglio provare a fare un salto fuori dal conosciuto attraverso i livelli della conoscenza, user\u00f2 l&#8217;idea dell&#8217;osservatore, noi stessi nella veste di esperti in relazioni d&#8217;aiuto, ed user\u00f2 alcuni pensatori a me cari. Per iniziare prendiamo in considerazione le &#8220;Osservazioni sopra i fondamenti della matematica&#8221; che Wittgenstein scrive dal suo livello filosofico.<br \/>Le regole di inferenza logica, il capire ed il capirsi, l&#8217;intendersi, sono arbitrarie e modificabili e non sono eterne e immutabili, sono regole di un gioco linguistico e danno senso ai segni, non sono, quindi, n\u00e9 vere n\u00e9 false, anche se i nostri pazienti son pronti a giurare su ognuna delle affermazioni di cui si circondano.<\/p>\n<p>In modo analogo, della successione dei numeri 1,2,3,4,&#8230;. non si pu\u00f2 dire che \u00e8 vera, ma che \u00e8 utile e che viene usata. <br \/>Contare \u00e8 un uso. La correttezza del calcolo \u00e8 temporale, non eterna, &#8220;Basta che funzioni&#8221; mi verrebbe da aggiungere.<\/p>\n<p>La logica precede la verit\u00e0, non la rispecchia ci suggerisce Wittgenstein, la matematica \u00e8 logica perch\u00e9 &#8220;si muove tra le regole del nostro linguaggio&#8221; (Wittgenstein). Le profezie si autoavverano e son gelosamente conservate dai nostri sensi, a livello di percezioni o di vere e proprie emozioni, che si premurano di farceli vedere e rivedere all&#8217;occorrenza. La costrizione logica \u00e8 una costrizione psicologica, linguistica, sociale. Ci convince, perch\u00e9 concordiamo sui suoi risultati, ma tale concordanza, come nel calcolo, \u00e8 dovuta all&#8217;addestramento, all&#8217;uso di una tecnica, ad un abitudine, ogni stereotipia di pensiero \u00e8 un abitudine, da cui difficilmente usciamo e difficilmente ci difendiamo, perch\u00e9 ci appartiene o gli apparteniamo, la memetica ci suggerisce che i memi, le idee, son come i geni per il DNA, portano un comando, si impongono all&#8217;ospite, le idee si impongono a chi le pensa, la conoscenza non ci lascia indifferenti, la conoscenza obbliga.<\/p>\n<p>Le regole di inferenza logica agiscono come comandi, inducono a proseguire in un certo modo, ci mandano in una trance cognitiva. Una inferenza logica corretta, un ragionamento, vuol dire &#8216;condotta in conformit\u00e0 alle regole&#8217; ; ma tali regole sono poi a loro volta corrette ? Come e chi stabilisce la concordanza sulla &#8216;concordanza&#8217; sulle regole? Per rispondere a tali questioni bisogna uscire dal sistema di riferimento, l&#8217;osservatore, sono problemi che esulano dalla logica e dalla matematica. <br \/>Consideriamo, ad esempio, i colori. &#8220;E&#8217; verde&#8221;. Ma \u00e8 vero che \u00e8 verde ? &#8220;Le persone lo chiamano verde&#8221;. Wittgenstein lo chiama &#8220;i limiti dell&#8217;empirismo&#8221;, il senso comune \u00e8 pieno di empirismo, frutto a sua volta della logica dei nostri sensi e della nostra intelligenza, non non vediamo di non vedere, vediamo sempre, come nell&#8217;esperienza del punto cieco, il punto di immissione del nervo ottico nel bulbo oculare, non non vediamo il punto cieco del nostro occhio perch\u00e8 il nostro cervello, la nostra intelligenza interiore, provvede a compensare il punto cieco, cos\u00ec non vediamo di non vedere ma vediamo sempre. <br \/>Non ci poniamo troppe domande perch\u00e9 ci porterebbero solo a nuove tautologie, enunciati indimostrabili autoreferenziali, l&#8217;esempio bello di una tautologia \u00e9 quello dell&#8217;esame di Medicina del secolo passato dove al candidato veniva chiesto: &#8220;che cos&#8217;\u00e8 l&#8217;oppio?&#8221; e lui, dall&#8217;alto della sua scienza, doveva rispondere: &#8220;l&#8217;oppio \u00e8 una sostanza che contiene il principio dormitivo!&#8221;, creando cos\u00ec una perfetta tautologia che non spiegava nulla.<\/p>\n<p>Wittgenstein ridefinisce la &#8216;matematica&#8217;: essa non \u00e8 che &#8220;un miscuglio variopinto di tecniche di prova&#8221;; e&#8217; eterogenea e non ben delimitata. La matematica \u00e8 normativa, forma una rete di norme. &#8220;Il matematico non scopre, inventa&#8221;. Potremmo dire perfettamente la stessa cosa per la psichiatria o la psicologia, o la psicoterapia, essa \u00e8 normativa, forma una rete di norme. &#8220;Lo psicoterapeuta non scopre, inventa&#8221;.<\/p>\n<p>Wittgenstein ridefinisce, quindi, il compito della filosofia : essa deve occuparsi delle regole e delle istituzioni dei &#8216;giochi linguistici&#8217; di cui constano la matematica come il linguaggio quotidiano. <br \/>Mi sento di sostenere che la psicoterapia, e le relazioni d&#8217;aiuto, devono occuparsi delle regole e delle istituzioni, dei &#8216;giochi linguistici&#8217; di cui constano terapeuti, counsellor, o di cui vivono i pazienti nel loro linguaggio quotidiano.<br \/>Tutto \u00e8 frutto di osservazioni e descrizioni, il mondo \u00e8 frutto delle descrizioni fatte da un osservatore, \u00e8 l&#8217;osservatore che stabilisce i confini e la gerarchia, e sceglie quale livello studiare, adottando un particolare punto di vista, modificando tale punto di vista, egli ristruttura i confini e i rapporti tra le persone e dentro il proprio mondo, cos\u00ec fan tutti e ognuno nelle proprie vesti, siam tutti e sempre o osservatori o osservati, chi osserva cosa, chi, dove, come e quando \u00e8 da stabilirsi di volta in volta.<\/p>\n<p>La considerazione, da parte dell&#8217;osservatore, della propria osservazione, gli mostra la relativit\u00e0 del proprio punto di vista rispetto a tutti quelli possibili, ma gli mostra anche l&#8217;ineludibilit\u00e0 dei vincoli che l&#8217;essere un sistema biologico, psicologico e sociale pongono alla possibilit\u00e0 e capacit\u00e0 di osservazione.<br \/>Ora come nasce, si costruisce un osservatore, come esiste l&#8217;idea dell&#8217;apprendimento che permette di diventare osservatore, dove si genera la sua autoreferenzialit\u00e0 a cui far\u00e0 riferimento per dichiararsi psicologo, Counsellor, persona dedita alle relazioni d&#8217;aiuto?. <br \/>L&#8217;apprendimento, sulla scia dell&#8217;epistemologia genetica di Piaget, viene definito come un processo autonomo e creativo, di auto-organizzazione del sistema cognitivo del soggetto conoscente, il nostro osservatore, o noi stessi se preferiamo nelle vesti di osservatore. Il senso, il significato e la conoscenza sono frutto di una attivit\u00e0 di produzione interna in base agli stimoli e alle perturbazioni provenienti dall&#8217;esterno, ci insegnano Maturana e Varela in autopoiesi e cognizione, non possiamo pi\u00f9 parlare di &#8216;trasmissione&#8217; della conoscenza, ma della sua costruzione da parte del soggetto conoscente.<\/p>\n<p>La conoscenza \u00e8 un concetto complesso, multidimensionale (biologico, sociale e culturale), caratterizzato dall&#8217;incertezza e dalla incompletezza ci sottolinea Morin. I processi dell&#8217;apprendimento e della conoscenza sono, infatti, strutturalmente inconclusi, alle volte inconcludenti, e forse \u00e8 ci\u00f2 che cominciate a pensare nel leggere questo mio articolo, ma vi chiedo di seguire ancora questo rompicapo.<br \/>Lo stesso concetto di ragione esce dalla dimensione della universalit\u00e0 atemporale e diventa concetto plurale, come molteplicit\u00e0 di razionalit\u00e0 che si definiscono nel processo di costruzione delle conoscenze. La razionalit\u00e0 perde il fondamento logico della decidibilit\u00e0 bivalente (vero\/falso), una realt\u00e0 in cui era facile decidere, i buoni di qui i cattivi di la, per andare verso una logica polivalente che implica sempre una scelta soggettiva e arbitraria, si \u00e8 sempre pi\u00f9 soli nelle nostre decisioni, tanto pi\u00f9 quando prendiamo i panni di un osservatore, ci interessiamo dei problemi degli altri, ci prendiamo l&#8217;impegno di seguire e poi guidare, come ogni processo ipnotico, ci prendiamo la responsabilit\u00e0 della guida, qualunque possa essere. <br \/>La razionalit\u00e0 \u00e8 dunque storicamente condizionata e dipendente dalle modalit\u00e0 di osservazione, dal metodo seguito dall&#8217;osservatore.<br \/>Prendiamo ancora in considerazione A.Einstein, con la &#8220;Teoria della relativit\u00e0&#8221;, \u00e8 interessante perch\u00e9 ci induce a considerare la realt\u00e0 in cui viviamo, come uno spazio a quattro dimensioni, dove la quarta dimensione \u00e8 costituita dal tempo, le quattro dimensioni non possono essere considerate separatamente, anche se il senso comune e la logica della causa effetto ci impongono di considerarle separatamente.<br \/>Continuando sulla logica dell&#8217;inseparabilit\u00e0 del tempo e dello spazio consideriamo il concetto di &#8220;movimento&#8221;, con esso si intende il movimento di qualcosa rispetto ad un&#8217;altra cosa, non esiste movimento senza un riferimento fisso, come non esiste identit\u00e0 senza un identit\u00e0 di riferimento, l&#8217;osservatore per intenderci, punto fermo ed osservatore sono presi come punto di riferimento; quest&#8217;ultimo pu\u00f2, per\u00f2, essere in movimento a sua volta, pu\u00f2 essere l&#8217;osservatore a muoversi rispetto all&#8217;osservato, implicando il movimento all&#8217;osservato non al proprio movimento, (di cui non pu\u00f2 avere un osservazione &#8220;neutrale&#8221; se non ipotizzando l&#8217;osservatore di un osservatore di un osservato, il che rende impossibile stabilire chi osserva chi), la classica proiezione, dove io provo un sentimento ma lo leggo come tuo e lo implico a te. Lo spazio e il tempo sono relativi perch\u00e9 dipendono dal movimento del sistema di coordinate utilizzato, cos\u00ec l&#8217;osservato e la sua vita ( la sua storia), dipendono dal mondo interno dell&#8217;osservatore, cosa pu\u00f2 capire, cosa pu\u00f2 percepire, come nella Teoria della relativit\u00e0 ristretta di Einstein. <br \/>Spazio e tempo, come l&#8217;osservato, il paziente, e l&#8217;espressione temporale di se stesso, la sua identit\u00e0, il racconto della sua vita, dipendono inoltre, dalla presenza e dai valori dei campi gravitazionali che influenzano il sistema di coordinate, il mondo esterno dell&#8217;osservatore, la famiglia, la societ\u00e0, proprio come per lo spazio ed il tempo nella Teoria della relativit\u00e0 generalizzata di Einstein. <\/p>\n<p>Queste teorie e le loro implicazioni mettono in crisi un presupposto fondamentale della scienza in generale, e pi\u00f9 che mai di una scienza sociologica, psicologica o psichiatrica: che esperimenti in condizioni identiche portino a risultati identici. Non possiamo, infatti, considerare uniformi e costanti lo spazio e il tempo, ed un esperimento \u00e8 precisamente localizzato nelle sue coordinate spazio-temporali, cos\u00ec una vita ed il suo narratore, il nostro osservato, e l&#8217;osservatore esterno, noi, che osserviamo&#8230;&#8230; Ci\u00f2 fa vacillare, a livello epistemologico, l&#8217;idea di una scienza che scopre leggi eterne, evidenziandone invece la dipendenza dalla storia del mondo fisico e, ad un secondo livello di riflessione, dalla storia della scienza. Viene cos\u00ec negata la acritica assunzione di teorie e risultati passati, che aveva permesso la continua accumulazione delle scoperte scientifiche. Nella nostra scienza terapeutica dobbiamo sottolineare la storia che portiamo dentro di noi, o meglio l&#8217;idea della storia che ci siamo fatti della nostra vita, per poter aiutare le persone, nel nostro intento di dare aiuto alle persone ad uscire dalle loro trappole, come suggeriva Wittgenstein nel suo intento di fare filosofia.<\/p>\n<p><center><a href='http:\/\/photo.blogpressapp.com\/show_photo.php?p=11\/08\/13\/2320.jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"0\" height=\"263\" src=\"http:\/\/photo.blogpressapp.com\/photos\/11\/08\/13\/s_2320.jpg\" style=\"margin:5px\" width=\"281\"><\/a><\/center><br \/>&#8212; Post From My iPad Marco Chisotti<br \/>https:\/\/chisotti.com <br \/>Psicologo Psicoterapeuta Ipnosi terapeuta <br \/>cell. 3356875991 \/ 0119187173<\/p>\n<div style='clear: both;'><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rompicapo estivo di Marco Chisotti. 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