{"id":33519,"date":"2018-10-29T12:29:03","date_gmt":"2018-10-29T12:29:03","guid":{"rendered":"https:\/\/chisotti.com\/cosa-crediamo-viviamo-la-nostra-cultura-siamo-p\/"},"modified":"2018-10-29T12:29:03","modified_gmt":"2018-10-29T12:29:03","slug":"cosa-crediamo-viviamo-la-nostra-cultura-siamo-p","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/chisotti.com\/?p=33519","title":{"rendered":"Cosa crediamo. Viviamo la nostra cultura, siamo p&#8230;"},"content":{"rendered":"<p>Cosa crediamo.<\/p>\n<p>Viviamo la nostra cultura, siamo parte di essa, l&#8217;umanit\u00e0, per come la conosciamo, non esisterebbe senza cultura, ma noi non ci accorgiamo di quanto ne facciamo parte, rispondiamo ad essa come ad un programma da cui difficilmente ci possiamo sottrarre proprio perch\u00e9 fa parte di noi, della nostra vita, del nostro pensare, ragionare, scegliere, decidere.<\/p>\n<p>Cos\u00ec viviamo con una consapevolezza viziata da luoghi comuni, ipotesi dannose, criteri fasulli, ma \u00e8 un prezzo che dobbiamo pagare per avere legami ed affetti, la forza dei pari, del gruppo, l&#8217;aiuto, la solidariet\u00e0, e quant&#8217;altro.<\/p>\n<p>Ogni organizzazione pur partendo da basi semplici, nell&#8217;intento di favorire i risultati che si raggiungono, perde rapidamente la sua funzione iniziale divenendo via via pi\u00f9 complessa. Il motivo di tale trasformazione \u00e8 da ricercarsi nel lavoro dei singoli individui che concorrono al suo mantenimento, appartenendo questi ultimi a sistemi che tendono a complissificarsi, venendo a contatto con realt\u00e0 pi\u00f9 pi\u00f9 semplici, quali l&#8217;organizzazione da loro creata o gestita, con l&#8217;andar del tempo la rendono sempre pi\u00f9 complessa, dimenticandone in fondo la sua funzione originaria semplificatrice.<\/p>\n<p>Il rischio della complessit\u00e0 \u00e8 un rischio diffuso, legato alla semplice organizzazione interna della nostra identit\u00e0, prova ne \u00e8 il fatto che per non cadere nel tentativo di rendere complessa la nostra organizzazione, accediamo ad un senso comune condiviso che mantiene in noi un minimo comune denominatore all&#8217;insegna della semplicit\u00e0. <\/p>\n<p>Rispondere alla cultura in cui si \u00e8 nati \u00e8 dunque importante per mantenersi in comune intesa su come orientarsi nella propria vita. Voglio prendere a prestito un pensiero semplice ma ben articolato, per come l&#8217;ho percepito, e senza addentrarmi in merito lo accenno brevemente per chi ama la semplicit\u00e0 come me. &#8220;La scoperta consiste nel vedere ci\u00f2 che tutti hanno visto e nel pensare ci\u00f2 che nessuno ha pensato&#8221;  ci \u00e8 suggerito da Szent-Gyorgy, l&#8217;ipnosi \u00e8 sostanzialmente un lavoro di questo tipo, scoprire il possibile cambiamento per le persone, anche se \u00e8 pi\u00f9 corretto parlare di costruzione del cambiamento, va cercato dove tutti possono guardare, ma solo pochi riescono a vedere. Il pensiero del terapeuta va di solito dove le persone non son state capaci ad andare.<\/p>\n<p>E&#8217; per questo motivo che l&#8217;ipnosi serve per cambiare, cambiare le abitudini, cambiare i pensieri, le idee, i luoghi comuni, far notare i limiti per dare nuove opportunit\u00e0, abbassando la critica ci permette di apprendere nuove dimensioni di pensiero, nuove esperienze, dunque nuove relazioni possibili. Oltre a questo il lavoro con l&#8217;ipnosi sviluppa il potenziale mentale delle persone, mettendole nella condizione di sviluppare pi\u00f9 facilmente il proprio cambiamento.<\/p>\n<p>Ora, per entrare in merito alle struttura delle nostre credenze, e dei meccanismi attraverso cui le formiamo, guardiamo il mondo dell&#8217;ipnosi, considerandola come l&#8217;esperienza principale in grado di declinare gli stati mentali di una persona, al pari del mondo magico, trae i suoi limiti dai limiti della mente stessa, cos\u00ec \u00e8 possibile vedere in questi 4 punti cosa succede al contempo nella mente e nell&#8217;intelligenza umana, per cui il nostro sistema di credenze si struttura:<\/p>\n<p>La mente umana ha l&#8217;incapacit\u00e0 o la grande difficolt\u00e0 di fare tesoro dell&#8217;esperienza ed imparare dai propri errori, ogni nuovo individuo ha bisogno di farsi le sue esperienze, che divengono cos\u00ec le sue relazioni con l&#8217;esterno, codificando i propri credo, mano a mano che tali esperienze gli &#8220;causano&#8221; il  mondo.<\/p>\n<p>L&#8217;intelligenza umana ha come l&#8217;incapacit\u00e0 o la difficolt\u00e0 di modificare i propri schemi mentali, in funzione delle novit\u00e0 incontrate. L&#8217;intelligenza tende a mantenere uno status quo, un omeostasi interiore, un equilibrio che non deve modificarsi, dunque qualunque cambiamento di credenze pu\u00f2 avvenire solo gradualmente, ci vogliono almeno 4 mesi perch\u00e9 avvenga un modellamento delle nostre strutture neuronali che hanno appoggiato, nella vita dell&#8217;individuo, un cambiamento in atto.<\/p>\n<p>La mente umana ha l&#8217;incapacit\u00e0 o la grande difficolt\u00e0 di discernere i veri presupposti,  problemi e criteri di giudizio da quelli falsi, raccogliendo una inutile mole di dati di riferimento. La mente tende a gestire la quantit\u00e0, in un principio di economia \u00e8 pi\u00f9 semplice da gestire, che non la qualit\u00e0, pi\u00f9 impegnativa da amministrare. L&#8217;intelligenza concreta, la pi\u00f9 antica forma intelligente, ha sempre gestito grandi quantit\u00e0 di elementi, non curando i dettagli, valutando l&#8217;insieme, con l&#8217;intelligenza astratta, un tempo esperienza eletta, elaborata all&#8217;interno delle trib\u00f9 solo da alcune persone designate come sciamani, sacerdoti, stregoni, si \u00e8 cominciato a porre attenzione a dettagli e conoscenze sempre pi\u00f9 particolari.<\/p>\n<p>L&#8217;intelligenza umana ha l&#8217;incapacit\u00e0 o la grande difficolt\u00e0 di concepire mezzi adeguati ai fini, ricordare i fini nell&#8217;uso dei mezzi, e distinguere cause finali da cause efficienti, il risultato \u00e8 un accumulo di credo orientati a sostenere, o favorire, certe esperienze accumulate in passato e mai messe in discussione. <\/p>\n<p>Approfondendo i meccanismi coi quali costruiamo i nostri sistemi di credenze, dal lavoro di Miller, Galanter e Pribram, autori di &#8220;Piani e strutture del comportamento&#8221;, tra i primi ad interessarsi della costruzione teorica del concetto di feed-back, emerge che con l&#8217;ipnosi si ha qualcosa di simile al sonno profondo: il soggetto elimina il proprio linguaggio interno col quale elabora normalmente i suoi Piani d&#8217;azione e a questo subentra la voce ed il Piano dell&#8217;ipnotizzatore.<br \/>Cos\u00ec anche nel lavoro di Weitzenhoffer emerge questa incapacit\u00e0, o comunque la difficolt\u00e0 a parlare dei soggetti in stato di trance gi\u00e0 a livello medio oltre che profondo.<\/p>\n<p>L&#8217;esperienza ipnotica mette in luce come tutti i sistemi di apprendimento che costituiscono le nostre esperienze, come, in particolare, i quattro livelli che vengono attivati in un sistema educativo rivolto alla crescita o al cambiamento di una persona:<\/p>\n<p>1. Caricamento nell&#8217;individuo di un programma, che viene proposto come base da cui partire, il programma si presenta come un piano coerente e completo di comportamento, al quale l&#8217;individuo viene instradato, quasi sempre come unica soluzione, al massimo son presentati pi\u00f9 programmi, identici nella sostanza, in grado di generare un illusione di scelta.<\/p>\n<p>2. Viene dato un feed-back positivo dove sono premiati tutti gli atteggiamenti in linea con il programma, cos\u00ec vengono dati riconoscimenti diretti ed indiretti a chi si allinea col piano programmato, non ultimo livello di incentivo \u00e8 l&#8217;adeguamento al gruppo, un forte somiglianza coi pari, ricercata dal singolo per essere accettato, ed entrare in assonanza col gruppo, al contrario non rimane che la dissonanza, difficile da mantenere nel tempo .<\/p>\n<p>3. Viene dato un feed-back negativo dove vengono puniti direttamente o indirettamente atteggiamenti non in linea coi piani proposti, l&#8217;isolamento e l&#8217;emarginazione dal gruppo dei pari \u00e8 solo uno degli esempi di pressione all&#8217;uniformismo.<\/p>\n<p>4. Vengono poi censurati i piani alternativi al programma proposto, ogni iniziativa personale creativa viene disincentivata, solo poche proposte alternative sono accettate e nel tempo integrate nel programma.<\/p>\n<p>Ed eccoci tornati alla cultura, la struttura da cui siamo partiti \u00e8 anche il punto d&#8217;arrivo, la cultura come conoscenza ci impegna, obbligandoci a prenderla in considerazione, il pi\u00f9 delle volte ne siamo influenzati senza poterci accorgere dell&#8217;esperienza stessa, dando per scontato o pensando &#8220;cos\u00ec fan tutti&#8221;. Cosa crediamo \u00e8 una condizione essenziale per comprendere chi siamo, noi siamo quello che crediamo di essere, e questo sistema di credenze \u00e8 parte del nostro cervello evoluto, parte della neo-corteccia, gerarchicamente controlla i nostri sensi, la nostra volont\u00e0, i nostri desideri, si potrebbe pensare che non ha antagonisti, non ha rivali, ma per nostra fortuna non \u00e8 proprio cos\u00ec. <\/p>\n<p>Sebbene ci\u00f2 che crediamo \u00e8 parte essenziale dei nostri meccanismi decisionali e selettivi, esiste almeno un&#8217;altra parte in ogni individuo che la pensa diversamente, se non fosse cos\u00ec l&#8217;uomo sarebbe, di per s\u00e9 un robot, asservito ai credo collettivi. Esiste uno spirito in ogni essere umano, oltre all&#8217;anima che, lo dice la parola ci anima, e ad un corpo, che ci permette di interagire con la materia esistente, uno spirito che potremmo pensare trasversale all&#8217;esistenza individuale, vale a dire che usa l&#8217;esistenza individuale, a carattere verticale, per continuare trasversalmente la sua esistenza. Questa nostra parte spirituale, interagendo con la coscienza dell&#8217;individuo, \u00e8 in grado di influenzare il il sistema stesso di credenze del singolo individuo, accrescendo o riducendo il suo impatto nella vita, e cos\u00ec il comportamento finale di un individuo, ma questa \u00e8 un altra storia e dunque ce la riserviamo per una prossima puntata, dal momento che ci porta nel vivo delle nostre esperienze con l&#8217;ipnosi regressiva.<\/p>\n<div style='clear: both;'><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cosa crediamo. 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