{"id":33523,"date":"2018-10-29T12:29:04","date_gmt":"2018-10-29T12:29:04","guid":{"rendered":"https:\/\/chisotti.com\/startfragment-a-cura-del-dr-mas\/"},"modified":"2018-10-29T12:29:04","modified_gmt":"2018-10-29T12:29:04","slug":"startfragment-a-cura-del-dr-mas","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/chisotti.com\/?p=33523","title":{"rendered":"&lt;!&#8211;StartFragment&#8211;&gt;&nbsp;&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;A cura del Dr. MAS&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><!--StartFragment--><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify;line-height:150%\"><span style=\"font-family:Arial\"><span style=\"mso-spacerun: yes\">&#160;&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160;<\/span><o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" align=\"center\" style=\"text-align:center;line-height:150%\"><span style=\"font-family:Arial\">A cura del Dr. MASSIMO SANTORO<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify;line-height:150%\"><span style=\"font-family:Arial\">&#160;<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify\"><span style=\"font-family:Arial\"><b>L&#8217;immagine allo specchio e lo specchio dell&#8217;immagine attraverso la fotografia. <o:p><\/o:p><\/b><\/span><\/p>\n<div style=\"border:none;border-bottom:solid windowtext 1.5pt;padding:0cm 0cm 1.0pt 0cm\">\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify;border:none;mso-border-bottom-alt: solid windowtext 1.5pt;padding:0cm;mso-padding-alt:0cm 0cm 1.0pt 0cm\"><span style=\"font-family:Arial\"><b>L&#8217;uso della foto nel Counselling<o:p><\/o:p><\/b><\/span><\/p>\n<\/p><\/div>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify;line-height:150%\"><span style=\"font-family:Arial\">&#160;<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" align=\"center\" style=\"text-align:center;line-height:150%\"><span style=\"font-family:Arial\"><b>&#160;<o:p><\/o:p><\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" align=\"center\" style=\"text-align:center;line-height:150%\"><span style=\"font-family:Arial\">&#160;<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify;line-height:150%\"><span style=\"font-family:Arial\">La fotografia \u00e8 un fenomeno sociale: dalla fototessera alle foto di cerimonie e vacanze, ai reportage, alle cartoline, ai manifesti pubblicitari e alle foto d&#8217;arte essa assume funzioni di documentazione, interpretazione, memoria storica, ricerca sociale, antropologica e psicologica. <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify;line-height:150%\"><span style=\"font-family:Arial\">E&#8217; parte integrante della vita collettiva e familiare. Sicuramente nelle famiglie dove sono presenti bambini si fotografa di pi\u00f9, ma la necessit\u00e0 di immortalare con immagini fotografiche momenti di vita piacevole, di fermare ricordi ed emozioni viene sentita da chiunque. Basti pensare alla &#8220;frenesia fotografica&#8221; dei turisti davanti a paesaggi e opere d&#8217;arte.<span style=\"mso-spacerun: yes\">&#160; <\/span><o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify;line-height:150%\"><span style=\"font-family:Arial\">L&#8217;importanza delle fotografie, quale strumento educativo, deriva dall&#8217;interesse e dallo stretto legame che esse hanno per la memoria.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify;line-height:150%\"><span style=\"font-family:Arial\">La memoria \u00e8 il mezzo attraverso il quale gli individui conservano i propri trascorsi ed \u00e8 attraverso i ricordi che noi possiamo comprendere svariate situazioni; infatti, essa contiene: azioni, idee, emozioni, persone, oggetti, che hanno fatto parte e che tuttora fanno parte della personalit\u00e0 e delle esperienze sociali di ciascun individuo.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify;line-height:150%\"><span style=\"font-family:Arial\">Attraverso la memoria immagazziniamo le informazioni che assimiliamo dal mondo esterno. Essa pu\u00f2 essere paragonata ad una biblioteca, dove accumuliamo tutte le conoscenze che possano servirci per la nostra esistenza o soddisfare i nostri bisogni.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify;line-height:150%\"><span style=\"font-family:Arial\">Le fotografie, come mezzo educativo per comprendere e stimolare la nostra memoria, sono estremamente utili all&#8217;individuo, poich\u00e9 la fissazione dei ricordi e del riconoscimento degli stessi, a livello individuale, avviene per mezzo di quadri individuali e sociali preesistenti all&#8217;individuo, quali il linguaggio, la rappresentazione dello spazio, le rappresentazioni del tempo, tutti elementi che forgiano ed educano gli individui. <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify;line-height:150%\"><span style=\"font-family:Arial\">Nella memoria, dunque, il passato non \u00e8 mai accessibile in modo diretto, e non \u00e8 mai conservato in modo definitivo.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify;line-height:150%\"><span style=\"font-family:Arial\">La mediazione con il presente lo costituisce di volta in volta in forme diverse. La memoria emerge come insieme dinamico, luogo non solo di selezione, ma di reinterpretazioni e riformulazioni del passato (Bartlett, 1932).<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify;line-height:150%\"><span style=\"font-family:Arial\">La sua funzione pi\u00f9 che essere quella di fornire ricordi perfettamente coincidenti del passato, consiste nel preservare gli elementi del passato che garantiscono ai soggetti il senso della propria continuit\u00e0 e la conservazione della propria identit\u00e0.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify;line-height:150%\"><span style=\"font-family:Arial\">Identit\u00e0 che si interseca e si mescola ad altre identit\u00e0. I gruppi sono il fulcro dove si formano le personalit\u00e0 degli individui, dove si creano pensieri, idee, dove si condividono: oggetti, affetti, sensazioni. Ma le immagini che emergono, quando si richiama il passato, sono diverse da individuo a individuo, pur avendo condiviso lo stesso gruppo. In questa prospettiva la memoria \u00e8 frutto di una mediazione, di incroci e di integrazioni di memorie diverse. L&#8217;azione educativa, quindi, consiste nel richiamare alla mente queste immagini stimolando la persona attraverso un elemento esterno che gli permetta di partorire i propri ricordi.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify;line-height:150%\"><span style=\"font-family:Arial\">La fotografia stimola la persona a portar fuori se stesso, nel rispetto di quanto: prova, sente, ricorda.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify;line-height:150%\"><span style=\"font-family:Arial\">Le foto portano a riappropriarsi della propria storia di vita o meglio a prendere coscienza di quanto si \u00e8 vissuto, e ci\u00f2, servir\u00e0, soprattutto al soggetto per comprendere le rappresentazioni mentali, le immagini, le situazioni, le interazioni, che quotidianamente vede ma non riconosce. Attraverso le fotografie il soggetto ha modo di riflettere su se stesso, sulla realt\u00e0 familiare, sulla situazione lavorativa, sulle dinamiche d&#8217;interazione che usa, sui suoi sentimenti, paure, ecc.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify;line-height:150%\"><span style=\"font-family:Arial\">Come suggerisce Duccio Demetrio in &#8220;<i>Storie di vita&#8221;<\/i><\/span><span style=\"font-family:Arial\">, (1996), l&#8217;educazione si occuper\u00e0 di considerare soltanto ci\u00f2 che ha generato apprendimento e ci\u00f2 che \u00e8 stato elaborato cognitivamente su questi piani:<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify;line-height:150%\"><span style=\"font-family:Arial\">I) il piano delle informazioni, rivelatesi indispensabili alla vita pratica, morale, affettiva, identitaria e che ci dar\u00e0, allora, qualche cosa di significativo agli effetti della ricostruzione dell&#8217;educazione intellettuale, sentimentale, civile, professionale.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify;line-height:150%\"><span style=\"font-family:Arial\">II) Il piano delle rielaborazioni, ovvero delle destinazioni che il soggetto ha impresso a quanto imparato, funzionali alla realizzazione di un&#8217;immagine positiva, accettabile, ed estimativa di s\u00e9.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify;line-height:150%\"><span style=\"font-family:Arial\">IlI) piano delle restituzioni, coincidente con tutto quanto il narratore di s\u00e9 racconta a se stesso tra s\u00e9 e s\u00e9, o al suo interlocutore, in merito a quanto ritiene di essere riuscito a trasmettere, a comunicare.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify;line-height:150%\"><span style=\"font-family:Arial\">Le foto in ambito educativo trovano applicabilit\u00e0 con giovani, adulti, anziani.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify;line-height:150%\"><span style=\"font-family:Arial\">I tempi che abitano tale formazione sono: il passato, il presente, il possibile. I ritmi di crescita e di sviluppo cognitivo sono: i bilanci di vita; esami di realt\u00e0; proiezioni.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify;line-height:150%\"><span style=\"font-family:Arial\">Esaminando gli scritti di Wallon, Preyer e Lacan<a style=\"mso-footnote-id:ftn1\" href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\" title=\"\"><span class=\"MsoFootnoteReference\"><span style=\"mso-special-character:footnote\">[1]<\/span><\/span><\/a> e precisamente nell&#8217;affrontare lo sviluppo dei bambini, si potrebbe ipotizzare un&#8217;analogia tra l&#8217;utilizzo foto e lo stadio&#8221; dello specchio&#8221;, nonostante le diverse interpretazioni ed impostazioni a livello generale del suddetto stadio.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify;line-height:150%\"><span style=\"font-family:Arial\">Durante la fase dello specchio si definisce lo schema corporeo, la distinzione fra s\u00e9 e gli altri e l&#8217;articolarsi del linguaggio verbalizzato sintatticamente. Infatti intorno al quarto mese di vita l&#8217;interesse del bambino si acuisce per la propria immagine riflessa e quella di chi gli sta accanto. <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify;line-height:150%\"><span style=\"font-family:Arial\">Il bimbo cerca di toccare la propria immagine nello specchio, qualora sia presente anche una figura estranea al bambino, quest&#8217;ultimo tende ad osservare alternativamente la propria immagine e la figura reale dall&#8217;esterno. Intorno ai due anni si osserva che il bambino vive una forte conflittualit\u00e0 nei confronti dello specchio poich\u00e9 il bambino sa che l&#8217;immagine di una figura nota \u00e8 un&#8217;immagine vuota.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify;line-height:150%\"><span style=\"font-family:Arial\">La mano che cerca l&#8217;altro dietro allo specchio riduce l&#8217;ampiezza del proprio movimento e si limita, nel caso della propria immagine, a toccare il retro dello specchio. In questa fase si possono generare dei disturbi, accentuando lo stato di conflittualit\u00e0 che si determina dal rapporto tra una figura raggiungibile e una figura vuota.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify;line-height:150%\"><span style=\"font-family:Arial\">La persona si trover\u00e0 di fronte ad un dilemma: immagini sensibili, ma non reali; immagini reali ma che sfuggono all&#8217;esplorazione percettiva.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify;line-height:150%\"><span style=\"font-family:Arial\">Al termine della fase dello specchio vi \u00e8 il punto d&#8217;arrivo che pu\u00f2 essere raggiunto solo tramite la mediazione dell&#8217;altro.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify;line-height:150%\"><span style=\"font-family:Arial\">Analizzando nei minimi particolari la fase o stadio dello specchio e di come esso favorisca lo sviluppo del futuro soggetto ossia la percezione del s\u00e9 corporeo, i conflitti che lo specchio determina, l&#8217;importanza dell&#8217;altro, la consapevolezza dei propri limiti, ecc.; esperienze, che il bambino sperimenta per la sua crescita e il suo sviluppo, si ripetono sotto forme diverse al soggetto adulto nell&#8217;arco della vita.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify;line-height:150%\"><span style=\"font-family:Arial\">Di fronte alle difficolt\u00e0, talvolta l&#8217;adulto perde il contatto col proprio s\u00e9 corporeo e i conflitti sono <b><i>visti ma non riconosciuti<\/i><\/b><\/span><span style=\"font-family:Arial\"> (Alvin W. Gouldner in &#8220;<i>La sociologia e la vita quotidiana<\/i><\/span><span style=\"font-family: Arial\">&#8221; p.41)<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify;line-height:150%\"><span style=\"font-family:Arial\">Inoltre, pu\u00f2 capitare che il contatto con la realt\u00e0 \u00e8 precario e la percezione che si ha tra le istanze interne e la realt\u00e0, mancano di un collocamento stabile con l&#8217;esterno.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify;line-height:150%\"><span style=\"font-family:Arial\">Partendo dall&#8217;immagine di s\u00e9, che il soggetto ha costruito nell&#8217;arco della propria vita che col tempo ha perso di vista o \u00e8 diventato fonte di frustrazione. <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify;line-height:150%\"><span style=\"font-family:Arial\">La fotografia (proprio come lo specchio) pu\u00f2 essere utilizzata, in ambito educativo, proprio per ripristinare e riordinare aspetti della propria vita che col passar del tempo si sono o sono stati oscurati. Proprio come lo specchio, l&#8217;immagine fotografica serve innanzi tutto per conoscersi.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify;line-height:150%\"><span style=\"font-family:Arial\">Infatti la persona in difficolt\u00e0, attraverso le foto, ha modo di narrarsi e quindi di svelare come in realt\u00e0 si percepisce e come si rapporta nell&#8217;ambito familiare e sociale. Per quanto riguarda la propria percezione corporea, l&#8217;adulto non si percepisce nella totalit\u00e0, tutto ci\u00f2, \u00e8 causato dal fatto che si guarda poco; e l&#8217;immagine che si crea di s\u00e9 deriva dai rimandi che gli altri gli rimandano durante le interazioni. La foto invece rispecchiano angolazioni, posture, gesti, mai osservati.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify;line-height:150%\"><span style=\"font-family:Arial\">Sull&#8217;immagine corporea, vero specchio mentale delle nostre percezioni, s&#8217;innesta il nostro vissuto psicologico, che condiziona e\/o deforma la nostra l&#8217;immagine.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify;line-height:150%\"><span style=\"font-family:Arial\">L&#8217;immaginazione oltre ad identificarsi con la rappresentazione mentale che ogni persona ha di se stessa, introduce anche la dimensione personale che interpreta la realt\u00e0 e permette il confronto con il reale partendo proprio dal vissuto soggettivo.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify;line-height:150%\"><span style=\"font-family:Arial\">Il problema in questo caso \u00e8: l&#8217;interrelazione tra la funzione cognitiva (che ci permette la visione oggettiva della realt\u00e0) e la funzione immaginativa (che trasforma il reale attraverso l&#8217;esperienza soggettiva che ne abbiamo).<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify;line-height:150%\"><span style=\"font-family:Arial\">Da non trascurare, poi, \u00e8 la fantasmatizzazione, che non considera il reale ma lo ingloba nei vissuti psichici profondi.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify;line-height:150%\"><span style=\"font-family:Arial\">La fotografia, utilizzata come specchio dell&#8217;immagine del proprio corpo, pu\u00f2 far s\u00ec che si stabilisca un equilibrio tra le funzioni cognitive e affettive in relazione al corpo.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify;line-height:150%\"><span style=\"font-family:Arial\">Variazioni dell&#8217;immagine corporea, secondo Schilder, sono gradite alla persona e vengono indotte anche per esempio dall&#8217;abbigliamento, dalla danza, dal maquillage, dal movimento espressivo ecc.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify;line-height:150%\"><span style=\"font-family:Arial\">Talvolta guardando una foto si prende coscienza di come si \u00e8 in realt\u00e0 e quindi si avr\u00e0 una differente percezione del proprio s\u00e9, diversa da com&#8217;\u00e8 stata vissuta sino al momento considerato. Quindi l&#8217;immagine fotografica assume, in questo caso, anche un&#8217;altra funzione: svelare aspetti che non sono presenti alla coscienza, cio\u00e8 attraverso le foto possono emergere situazioni conflittuali, stati d&#8217;animo, sensazioni, contenuti, sentimenti, che sono sfuggiti all&#8217;esplorazione percettiva del soggetto. L&#8217;individuo attraverso le foto, si riapproprier\u00e0 della realt\u00e0 che lo riguarda, materializzando ed interiorizzando il proprio vissuto, portando un cambiamento al suo presente. La fotografia sar\u00e0, quindi, fonte d&#8217;informazione, d&#8217;elaborazione, d&#8217;introspezione, di rimembranze, di proiezioni. Ancora le foto portano allo svelamento e alla percezione di una nuova realt\u00e0, di un rinnovato modo di vedere e vivere la quotidianit\u00e0. Quindi, come lo specchio cos\u00ec anche le fotografie divengono un mezzo capace di divenire oggetto utile alla comunicazione, senza originare ansia eccessiva e predisponendo il soggetto al cambiamento. <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify;line-height:150%\"><span style=\"font-family:Arial\">Le fotografie possono spiegare e illustrare la storia individuale, di coppia e di famiglia del cliente.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify;line-height:150%\"><span style=\"font-family:Arial\">Attraverso la descrizione che la persona fa si possono avere molte informazioni sugli individui ritratti, si viene cos\u00ec a conoscenza degli stereotipi, degli atteggiamenti, delle tradizioni presenti all&#8217;interno della famiglia.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify;line-height:150%\"><span style=\"font-family:Arial\">In tal modo si potr\u00e0 avere un quadro chiaro dei cambiamenti che, durante gli anni, hanno interessato i singoli membri ed il sistema sociale di appartenenza.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify;line-height:150%\"><span style=\"font-family:Arial\">Si potr\u00e0, altres\u00ec, esplorare il significato che i mutamenti hanno prodotto, nonch\u00e9 studiare: le norme familiari, lo stile, l&#8217;abbigliamento, le alleanze. <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify;line-height:150%\"><span style=\"font-family:Arial\">Alcune foto aiutano ad entrare in contatto con ricordi legati a persone morte o con cui non si hanno pi\u00f9 contatti. Esse sono una grande opportunit\u00e0 per rivedere i sentimenti e le emozioni legate a persone scomparse. Talvolta rivisitare queste foto con gli occhi da adulto permette la rivalutazione di eventi problematici. Rivisitando il passato le persone possono affrontare situazioni che potrebbero essere rimaste senza soluzione.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify;line-height:150%\"><span style=\"font-family:Arial\">Nel guardare le foto si dovr\u00e0 porre attenzione all&#8217;espressione della persona, agli stati d&#8217;animo, alle azioni, alla mimica facciale, alla postura e ai commenti spontanei. <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify;line-height:150%\"><span style=\"font-family:Arial\">Inoltre nell&#8217;esaminare le foto sar\u00e0 opportuno esaminare le distanze esistenti fra i componenti: se sono troppe strette, invischiate oppure se sono distaccate. Molte foto rappresentano persone con le braccia conserte, con le mani dietro la schiena o sprofondate nelle tasche: tutto per evitare il contatto fisico con gli altri. Di notevole importanza sono i dettagli, quali: l&#8217;assenza di espressioni di affetto, di calore, d&#8217;intimit\u00e0. <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify;line-height:150%\"><span style=\"font-family:Arial\">Altro aspetto da considerare \u00e8 quanto affetto e sostegno hanno ricevuto le persone nei primi anni di vita, ci\u00f2 \u00e8 possibile esaminando le foto dove i bambini sono ritratti nelle braccia di un adulto, dall&#8217;atteggiamento e dalle espressioni impresse sulla pellicola o supporto digitale.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify;line-height:150%\"><span style=\"font-family:Arial\">Il modo in cui i bambini vengono tenuti in braccio \u00e8 estremamente importante nello sviluppo della loro capacit\u00e0 di rapportarsi agli altri.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify;line-height:150%\"><span style=\"font-family:Arial\">Il bambino che viene tenuto &#8211; fisicamente ed emozionalmente &#8211; con vero affetto, da adulto sapr\u00e0 amare ed essere amato. <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify;line-height:150%\"><span style=\"font-family:Arial\">Diversamente prover\u00e0 un senso di vuoto interiore e di nostalgia che si manterranno nel tempo e che comprometteranno i suoi rapporti da adulto e la sua capacit\u00e0 di essere genitore. Guardando le foto si nota spesso che alcuni adulti mostrano un modo contenente e sicuro di tenere i bambini in braccio; altri lo fanno in modo distratto e sembrano non prestare alcuna attenzione al bambino, altri ancora, li tengono in un abbraccio ansioso e troppo saldo.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify;line-height:150%\"><span style=\"font-family:Arial\">Attraverso le foto si pu\u00f2 prendere coscienza della distanza esistente tra familiari o vedere l&#8217;invidia e la rivalit\u00e0 esistente fra fratelli. La posizione che si occupa, le distanze e l&#8217;attaccamento nei confronti di un familiare sono degli indizi importantissimi per comprendere il ruolo che si ha o si aveva in famiglia. Attraverso la riproduzione fotografica si pu\u00f2 ipotizzare la preferenza per i maschi o le femmine, perch\u00e9 il genere favorito occuper\u00e0 la posizione in primo piano, mentre gli altri avranno un posto di minore rilievo.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify;line-height:150%\"><span style=\"font-family:Arial\">Le fotografie sono di grande aiuto per individuare e vedere i problemi, perch\u00e9 mettono in risalto le interazioni familiari, talvolta confermando oppure smentendo memoria e percezione. Davanti alla macchina fotografica si possono inconsciamente manifestare aspetti importanti del funzionamento di una famiglia. Non di rado si possono esplorare legami dissolti da tempo, le persone in questo caso appaiono rigide, distanti le une dalle altre, con le braccia penzoloni o nascoste; oppure vediamo che alcune persone sembrano avere un ruolo protettivo, mentre altre sono chiaramente protette. Le foto ci possono dare dimostrazione del tipo di funzione svolta dai vari membri della famiglia all&#8217;interno del sistema familiare. Alcuni bambini, ad esempio, devono rivestire ruoli da adulti molto gravosi sin da piccoli. Di solito chi ha questo ruolo, nella foto, si situa o \u00e8 posizionato al centro, questa centralit\u00e0 rappresenta il fulcro della famiglia, il soggetto che media ed unisce un gruppo. Di contro il &lt;&lt;capro espiatorio&gt;&gt; o la &lt;&lt;pecora nera&gt;&gt; di un gruppo, all&#8217;interno di una fotografia, \u00e8 messo da parte, parzialmente nascosto dagli altri o addirittura escluso.<span style=\"mso-spacerun: yes\">&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; <\/span><o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify;line-height:150%\"><span style=\"font-family:Arial\">Concludendo si pu\u00f2 osservare come, attraverso le foto, i bambini imitano i genitori e come, assorbono l&#8217;aspetto degli adulti. <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify;line-height:150%\"><span style=\"font-family:Arial\">Infatti, spesso, gli adulti riproducono inconsciamente il linguaggio corporeo e le espressioni dei genitori; tale realt\u00e0 emerge proprio osservando una vecchia fotografia. <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify;line-height:150%\"><span style=\"font-family:Arial\">&#160;<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify;line-height:150%\"><span style=\"font-family:Arial\">&#160;<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify;line-height:150%\"><span style=\"font-family:Arial\">&#160;<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify;line-height:150%\"><span style=\"font-family:Arial\">&#160;<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\">&#160;<o:p><\/o:p><\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\">&#160;<o:p><\/o:p><\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" align=\"center\" style=\"margin-left:0cm;text-align:center\">BIBLIOGRAFIA<\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\">&#160;<o:p><\/o:p><\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\">Bria-Oneroso<span style=\"mso-spacerun: yes\">&#160;&#160;&#160;&#160; <\/span><u>L&#8217;incoscio collettivo<\/u>. Sviluppi e prospettive dell&#8217;opera di <\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\"><span style=\"mso-spacerun: yes\">&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; <\/span>Matte Blanco, MI, Franco Angeli, 1999.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\">&#160;<o:p><\/o:p><\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\">D. Demetrio<span style=\"mso-spacerun: yes\">&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; <\/span><u>Raccontarsi. L&#8217;autobiografia come cura di s\u00e9,<\/u> <\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\"><span style=\"mso-spacerun: yes\">&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; <\/span>Cortina, Milano, 1996.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\">&#160;<o:p><\/o:p><\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\">&#160;<o:p><\/o:p><\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\">Carotenuto A.<span style=\"mso-spacerun: yes\">&#160;&#160;&#160; <\/span><u>Le lacrime del male<\/u>, Mi, Bompiani, 2001.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\">&#160;<o:p><\/o:p><\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\">&#160;<o:p><\/o:p><\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\">&#160;<o:p><\/o:p><\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\"><span lang=\"EN-GB\" style=\"mso-ansi-language:EN-GB\">Combs J.M.- Ziller R.C.<span style=\"mso-spacerun: yes\">&#160;&#160;&#160;&#160; <\/span>Photographic self-concept of counsellees, <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\"><span lang=\"EN-GB\" style=\"mso-ansi-language:EN-GB\"><span style=\"mso-spacerun: yes\">&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; <\/span><span style=\"mso-spacerun: yes\">&#160;&#160;<\/span>&lt;&lt; <u>Journal of Counselling Psycology<\/u>&gt;&gt;, vol. 24,<span style=\"mso-spacerun: yes\">&#160;&#160;&#160;&#160; <\/span><o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\"><span lang=\"EN-GB\" style=\"mso-ansi-language:EN-GB\"><span style=\"mso-spacerun: yes\">&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; <\/span><\/span>n&#176;5, pp. 452-455. 1997.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\">&#160;<o:p><\/o:p><\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\">&#160;<o:p><\/o:p><\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\">Crittini N.<span style=\"mso-spacerun: yes\">&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; <\/span><u>L&#8217;educazione dei ragazzi difficili secondo il metodo<\/u> <\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\"><span style=\"mso-spacerun: yes\">&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; <\/span><u>non direttivo<\/u>, Brescia, La scuola, 1974<\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\">&#160;<o:p><\/o:p><\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\">Ferrucci F.<span style=\"mso-spacerun: yes\">&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; <\/span><u>La relazione d&#8217;aiuto<\/u>, Teoria e tecnica della psicologia<\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\"><span style=\"mso-spacerun: yes\">&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; <\/span>umanistico-relazionale, Rm, Magi, 1991. <\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\">&#160;<o:p><\/o:p><\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\">Halbwachs M.<span style=\"mso-spacerun: yes\">&#160;&#160; <\/span><u>La memoria collettiva<\/u>, a cura di P. Jedlowski, Milano,<\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\"><span style=\"mso-spacerun: yes\">&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; <\/span>Unicopoli, 1987. <\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\">&#160;<o:p><\/o:p><\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\">Halbwachs M.<span style=\"mso-spacerun: yes\">&#160;&#160; <\/span><span lang=\"FR\" style=\"mso-ansi-language: FR\"><u>Cadres sociaux de la m\u00e9moire<\/u>, Paris, Alcan, 1925. <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\"><span lang=\"FR\" style=\"mso-ansi-language:FR\"><span style=\"mso-spacerun: yes\">&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; <\/span><o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoFootnoteText\" style=\"tab-stops:list 39.75pt\"><span lang=\"FR\" style=\"font-size:12.0pt;mso-ansi-language:FR\">Honor\u00e9<span style=\"mso-spacerun: yes\">&#160; <\/span>B.<span style=\"mso-spacerun: yes\">&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; <\/span><u>Vers l&#8217;oeuvre de formation<\/u>, L&#8217;Harmattan, Paris, 1992.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\"><span lang=\"FR\" style=\"mso-ansi-language:FR\">&#160;<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\"><span lang=\"DE\" style=\"mso-ansi-language:DE\">Krauss D.A.<span style=\"mso-spacerun: yes\">&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; <\/span><\/span><span lang=\"EN-GB\" style=\"mso-ansi-language:EN-GB\"><u>A summary of characteristics of photographs which make<\/u> <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\"><span lang=\"EN-GB\" style=\"mso-ansi-language:EN-GB\"><span style=\"mso-spacerun: yes\">&#160;<\/span><span style=\"mso-spacerun: yes\">&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; <\/span><u>them useful in counseling and therapy<\/u>, Camera Lucida, <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\"><span lang=\"EN-GB\" style=\"mso-ansi-language:EN-GB\"><span style=\"mso-spacerun: yes\">&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; <\/span>vol. 1, n&#176;2, pp. 7-11. 1980.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\"><span lang=\"EN-GB\" style=\"mso-ansi-language:EN-GB\">&#160;<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\"><span lang=\"EN-GB\" style=\"mso-ansi-language:EN-GB\">Knowles M.S.<span style=\"mso-spacerun: yes\">&#160;&#160; <\/span><\/span><u>La formazione degli adulti come autobiografia,<\/u> Milano, <\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\"><span style=\"mso-spacerun: yes\">&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; <\/span>Raffaello Cortina, 1996.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\">&#160;<o:p><\/o:p><\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\">Funari E.<span style=\"mso-spacerun: yes\">&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; <\/span><u>La struttura e il desiderio<\/u>, Saggio sulla percezione in <\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\"><span style=\"mso-spacerun: yes\">&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; <\/span>psicoanalisi, Firenze, Guaraldi, 1978.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\">&#160;<o:p><\/o:p><\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\"><span lang=\"FR\" style=\"mso-ansi-language:FR\">Lacan<span style=\"mso-spacerun: yes\">&#160; <\/span>J.<span style=\"mso-spacerun: yes\">&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; <\/span><u>Le stade du miroir comme formateur de la fonction du Je<\/u>,<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\"><span style=\"mso-spacerun: yes\">&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; <\/span>Ecrits, pp.95-100. Trad. italiana: Lo stadio dello specchio<span style=\"mso-spacerun: yes\">&#160;&#160; <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\"><span style=\"mso-spacerun: yes\">&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; <\/span>come formatore della funzione dell&#8217;Io, Scritti, I, pp.87-94<\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\"><span style=\"mso-spacerun: yes\">&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; <\/span><span lang=\"EN-GB\" style=\"mso-ansi-language:EN-GB\">Torino, Einaudi, 1974.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\"><span lang=\"EN-GB\" style=\"mso-ansi-language:EN-GB\">&#160;<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\"><span lang=\"EN-GB\" style=\"mso-ansi-language:EN-GB\">&#160;<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\"><span lang=\"EN-GB\" style=\"mso-ansi-language:EN-GB\">&#160;<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\"><span lang=\"EN-GB\" style=\"mso-ansi-language:EN-GB\">Milgram S.<span style=\"mso-spacerun: yes\">&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; <\/span><u>The individual in a social world<\/u>, Massachusetts, <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\"><span lang=\"EN-GB\" style=\"mso-ansi-language:EN-GB\"><span style=\"mso-spacerun: yes\">&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; <\/span>Addison-Wesley, 1977<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\"><span lang=\"EN-GB\" style=\"mso-ansi-language:EN-GB\">&#160;<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\"><span lang=\"EN-GB\" style=\"mso-ansi-language:EN-GB\">&#160;<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\">Olagnero M Saraceno C. <u>Che vita \u00e8. L&#8217;uso dei metodi biografici <o:p><\/o:p><\/u><\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\"><span style=\"mso-spacerun: yes\">&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; <\/span><u>nell&#8217;analisi sociologica,<\/u> Roma N.I.T., 1993.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\">&#160;<o:p><\/o:p><\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\">&#160;<o:p><\/o:p><\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\">Passerini L.<span style=\"mso-spacerun: yes\">&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; <\/span><u>Storia e soggettivit\u00e0: le fonti orali, la memoria<\/u>, La Nuova <\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\"><span style=\"mso-spacerun: yes\">&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; <\/span>Italia Editrice, Scandicci (Firenze) 1988.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\">&#160;<o:p><\/o:p><\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\">&#160;<o:p><\/o:p><\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\">Perina L.<span style=\"mso-spacerun: yes\">&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; <\/span><u>Scuola di fotografia, strumenti tecniche e segreti<\/u>, Prato, <\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\"><span style=\"mso-spacerun: yes\">&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; <\/span>Demetra, 2006.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\">&#160;<o:p><\/o:p><\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\">&#160;<o:p><\/o:p><\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\">Prejer W.<span style=\"mso-spacerun: yes\">&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; <\/span><span lang=\"FR\" style=\"mso-ansi-language:FR\"><u>L&#8217;ame chez l&#8217;enfant<\/u>, trad. Franc., Alcan, 1887.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\"><span lang=\"FR\" style=\"mso-ansi-language:FR\">&#160;<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\"><span lang=\"FR\" style=\"mso-ansi-language:FR\">&#160;<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\"><span lang=\"DE\" style=\"mso-ansi-language:DE\">Rorschach H.<span style=\"mso-spacerun: yes\">&#160;&#160;&#160; <\/span><u>Psychodiagnostik,<\/u> Bern, Bicher; trad. <\/span>It. Psicodiagnostica, <\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\"><span style=\"mso-spacerun: yes\">&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; <\/span>Roma, Kappa, 1981.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\">&#160;<o:p><\/o:p><\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\">&#160;<o:p><\/o:p><\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\">Wallon<span style=\"mso-spacerun: yes\">&#160; <\/span>H.<span style=\"mso-spacerun: yes\">&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; <\/span><span lang=\"FR\" style=\"mso-ansi-language:FR\"><u>La notion du corps propre chez l&#8217;enfant<\/u>, <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\"><span lang=\"FR\" style=\"mso-ansi-language:FR\"><span style=\"mso-spacerun: yes\">&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; <\/span>&lt;&lt;j. de Psychol. <\/span>&gt;&gt;, nov. dic., 1931, trad. italiana: in<\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\"><span style=\"mso-spacerun: yes\">&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; <\/span>Sviluppo della coscienza e formazione del carettere,<\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\"><span style=\"mso-spacerun: yes\">&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; <\/span>pp.36-78, Firenze, La nuova Italia, 1967. <\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\">&#160;<o:p><\/o:p><\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\"><span lang=\"FR\" style=\"mso-ansi-language:FR\">Wallon H.<span style=\"mso-spacerun: yes\">&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; <\/span><u>Le role de l&#8217;auter dans la coscience du &lt;&lt;moi&gt;&gt;<\/u>, <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\"><span lang=\"FR\" style=\"mso-ansi-language:FR\"><span style=\"mso-spacerun: yes\">&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; <\/span>&lt;&lt;j. Egyptien de Psychol.&gt;&gt; , 2, 1946.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\"><span lang=\"FR\" style=\"mso-ansi-language:FR\">&#160;<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\"><span lang=\"FR\" style=\"mso-ansi-language:FR\">Wallon H.<span style=\"mso-spacerun: yes\">&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; <\/span><u>Kinesthesie et image visuelle du corps propre chez l&#8217;enfant<\/u>,<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\"><span lang=\"EN-GB\" style=\"mso-ansi-language:EN-GB\"><span style=\"mso-spacerun: yes\">&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; <\/span>&lt;&lt;Bull. Psychol.&gt;&gt;, Tome VII, 1954.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\"><span lang=\"EN-GB\" style=\"mso-ansi-language:EN-GB\">&#160;<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\"><span lang=\"FR\" style=\"mso-ansi-language:FR\">Wallon H.<span style=\"mso-spacerun: yes\">&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; <\/span><u>Les origines du caract\u00e8r chez l&#8217;enfant<\/u>, Paris, P.U.F. , 1970. <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\"><span lang=\"FR\" style=\"mso-ansi-language:FR\">&#160;<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\">Zavalloni R.<span style=\"mso-spacerun: yes\">&#160;&#160;&#160; <\/span><u>La terapia non direttiva nell&#8217;educazione<\/u>, Roma, Armando, <\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\"><span style=\"mso-spacerun: yes\">&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; <\/span><span lang=\"DE\" style=\"mso-ansi-language:DE\">1975.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyTextIndent\" style=\"margin-left:0cm\"><span lang=\"DE\" style=\"mso-ansi-language:DE\">&#160;<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<div style=\"mso-element:footnote-list\"><br clear=\"all\"> <\/p>\n<hr align=\"left\" size=\"1\" width=\"33%\">\n<div style=\"mso-element:footnote\" id=\"ftn1\">\n<div class=\"MsoFootnoteText\"><a style=\"mso-footnote-id:ftn1\" href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\" title=\"\"><span class=\"MsoFootnoteReference\"><span style=\"mso-special-character: footnote\">[1]<\/span><\/span><\/a> Lacan J. <i><u>Le stade du miroir comme formateur du Je, <\/u><\/i><span style=\"font-style:normal\">ecrits, pp.95-100. trad. italiana: Lo specchio come formatore delle funzioni dell&#8217;Io, Scritti, I, pp 87-94, Torino, Enaudi, 1974.&#160;<o:p><\/o:p><\/span><\/div><\/div><\/div>\n<p> <!--EndFragment--> <\/p>\n<div style='clear: both;'><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#160;&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; A cura del Dr. MASSIMO SANTORO &#160; L&#8217;immagine allo specchio e lo specchio dell&#8217;immagine&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":{"0":"post-33523","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","6":"category-ipnosi-costruttivista"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/chisotti.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33523","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/chisotti.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/chisotti.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/chisotti.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/chisotti.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=33523"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/chisotti.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33523\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/chisotti.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=33523"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/chisotti.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=33523"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/chisotti.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=33523"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}