{"id":33531,"date":"2018-10-29T12:29:06","date_gmt":"2018-10-29T12:29:06","guid":{"rendered":"https:\/\/chisotti.com\/la-nascita-della-psicologia-costruttivista-george\/"},"modified":"2018-10-29T12:29:06","modified_gmt":"2018-10-29T12:29:06","slug":"la-nascita-della-psicologia-costruttivista-george","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/chisotti.com\/?p=33531","title":{"rendered":"La nascita della psicologia costruttivista: George&#8230;"},"content":{"rendered":"<p class=\"mobile-post\">La nascita della psicologia costruttivista: George A. Kelly di Ennio  <br \/>Martignago<\/p>\n<p class=\"mobile-post\">presente nel nostro sito dell&#8217;associazione ASPeC www.apsec.it<\/p>\n<p class=\"mobile-post\">Diversamente da quanti ritengono che il costruttivismo in psicologia  <br \/>nasca con gli allievi e seguaci di Gregory Bateson, il suo esordio si  <br \/>deve ad uno &#8220;psicologo per caso&#8221;, che aveva studiato da fisico e  <br \/>matematico e che per questo fu un grande metodologo e non perdette  <br \/>l&#8217;inclinazione a cercare delle leggi &#8220;fisiche&#8221; alla condotta umana,  <br \/>ma che non fece mai il mestiere per cui aveva studiato, finendo per  <br \/>dare un impulso tale alla psicologia contemporanea finire incompreso  <br \/>ai suoi coetanei e riscoperto solo 30 &#8211; 40 anni dopo, quando gran  <br \/>parte delle sue concezioni erano emerse da altri studiosi. Oggi ne  <br \/>riscopriamo continuamente aspetti innovativi ancora poco sfruttati,  <br \/>ma forse il suo destino sar\u00e0 di essere incompreso fino a quando non  <br \/>finir\u00e0 superato dopo che per altre vie saranno del tutto comprese le  <br \/>sue idee.<br \/>Una prova di questa situazione \u00e8 il fatto che ancora oggi non ci sia  <br \/>una traduzione completa delle sue opere principali e che solo nel  <br \/>2004 usc\u00ec la traduzione &#8211; incompleta &#8211; delle parti principali de &#8220;La  <br \/>psicologia dei costrutti personali&#8221;.<\/p>\n<p class=\"mobile-post\">George Alexander Kelly, classe 1905, aveva in comune con Milton  <br \/>Erickson, la nascita in una fattoria sperduta e un&#8217;infanzia di  <br \/>povert\u00e0 nel Kansas. Educato da dei genitori in continua ricerca di  <br \/>fortuna, da ultimi coloni della frontiera americana, senza una  <br \/>stabile dimora n\u00e9 centri urbani nelle vicinanze, venne educato in  <br \/>famiglia e pass\u00f2 direttamente dagli studi autarchici a quelli  <br \/>universitari, appunto di matematica e fisica. Il suo futuro non  <br \/>doveva apparirgli cos\u00ec chiaro, visto che passava dalla tentazione di  <br \/>seguire studi ingegneristici all&#8217;attivit\u00e0 di insegnamento di lingue e  <br \/>arte drammatica. Questo fino a che, all&#8217;et\u00e0 di 24 anni, vinse una  <br \/>borsa di studio per conseguire il bacalaureato in pedagogia  <br \/>all&#8217;Universit\u00e0 di Edimburgo con un mentore che era al contempo  <br \/>statistico e pedagogista e che lo introdusse agli studi di  <br \/>psicologia, che prosegu\u00ec poi al suo ritorno negli Stati Uniti fino al  <br \/>1931, quando a 26 anni consegu\u00ec il Ph.D. con una tesi sui disturbi  <br \/>del linguaggio e della scrittura. Allo scoppio della crisi economica  <br \/>abbandon\u00f2 definitivamente gli studi per un intenso periodo di  <br \/>volontariato, un programma di cliniche psicologiche ambulanti che  <br \/>portavano aiuto a quelli che non avrebbero potuto cercarselo.  <br \/>Un&#8217;esperienza intensiva e una ricerca-azione sul campo con migliaia  <br \/>di casi che fornirono le basi per un pensiero personale alla teoria  <br \/>della personalit\u00e0 e alla terapia. Nonostante avesse consultato Freud,  <br \/>Moreno, Korzybski e altri, la natura autarchica della sua formazione  <br \/>rafforzata dall&#8217;esperienza sul campo furono forse la ragione  <br \/>principale della libert\u00e0 di pensiero e dell&#8217;originalit\u00e0 delle idee.  <br \/>La sua storia di clinico si chiude alla fine della guerra con degli  <br \/>incarichi universitari, succedendo allo stesso Carl Rogers. Da allora  <br \/>la sua attivit\u00e0 pubblicistica \u00e8 stata inarrestabile, anche se in gran  <br \/>parte dimenticata o non pubblicata, quasi presentendo che la morte  <br \/>per lui sarebbe giunta precoce, all&#8217;et\u00e0 di 62 anni.<br \/>kelly3<br \/>La psicologia dei costrutti personali<br \/>Nelle intenzioni di Kelly vi era era quella di ridefinire la  <br \/>psicologia, crearne una avente come oggetto centrale la persona nella  <br \/>sua unit\u00e0 irriducibile, e proponeva questa teoria in alternativa alle  <br \/>altre gi\u00e0 note, non in contrapposizione con esse. Tante sono le  <br \/>parentele teoriche e soprattutto metodologiche riscontrabili tra  <br \/>Kelly e Wittgenstein da lasciare sospettare che vi siano state delle  <br \/>contaminazioni. Pur essendovi delle constatazioni indiziarie (Kelly  <br \/>ha maturato il suo interesse per la psicologia in Gran Bretagna dove  <br \/>lavorava anche Wittgenstein; entrambi hanno dato rilievo allo studio  <br \/>del linguaggio, entrambi avevano radici matematiche&#8230;), non vi sono  <br \/>prove in tal senso. Rimane che li dubbio sistematico sulle conoscenze  <br \/>umane e sui fondamenti della realt\u00e0 \u00e8 comune ad entrambi, come pure  <br \/>la metodologia logica stringente e sistematica. Il punto di partenza  <br \/>dell&#8217;americano \u00e8 la messa in dubbio dell&#8217;universo stesso (quello che  <br \/>diversi decenni dopo Stewart Brand definir\u00e0 in espansione nella  <br \/>misura in cui si modificano le lenti dei nostri telescopi &#8211; come dire  <br \/>che l&#8217;universo \u00e8 ci\u00f2 che la nostra mente e i mezzi che scegliamo  <br \/>vogliono vedere di esso). Egli parte dal presupposto che, appunto, le  <br \/>nostre conoscenze o interpretazioni al suo proposito mutino in  <br \/>continuazione. Coesisterebbero, almeno potenzialmente (come  <br \/>immaginava anche lo scrittore Phil Dick), delle alternative di  <br \/>rappresentazione che danno origine ad una posizione metodologica  <br \/>definita &#8220;alternativismo costruttivo&#8221;. Ovverosia, trasferito sulla  <br \/>persona, che la persona non ha un&#8217;unica biografia, tutta d&#8217;un pezzo,  <br \/>dalla quale dover dipendere, ma che la personalit\u00e0 dell&#8217;individuo &#8211;  <br \/>quanto meno la rappresentazione che egli ne ha &#8211; \u00e8 multidimensionale:  <br \/>siamo nel contempo pi\u00f9 copioni simultanei e potenziali vite parallele  <br \/>in continuo cambiamento.<br \/>La metafora da cui si origina il pensiero di Kelly \u00e8 quasi  <br \/>autobiografica ed \u00e8 quella dell&#8217;uomo\/scienziato per la quale ogni  <br \/>individuo \u00e8 come uno scienziato continuamente impegnato nel tentativo  <br \/>di dare un senso al mondo che sperimenta, di anticipare gli eventi in  <br \/>cui \u00e8 coinvolto, elaborare proprie teorie, sperimentare le proprie  <br \/>ipotesi e valutare i propri lati pratici. Quindi, le regole di  <br \/>condotta di uno scienziato rappresentano un modello generale per  <br \/>indagare le regole di condotta delle persone. Il motore segreto di  <br \/>questo processo sperimentale risiede nelle dinamiche  <br \/>dell&#8217;apprendimento che per Kelly non \u00e8 un semplice comportamento, ma  <br \/>piuttosto una dimensione di ordine superiore a quelle descritte nella  <br \/>teoria. &#8220;L&#8217;apprendimento non \u00e8 una speciale sottoclasse dei processi  <br \/>psicologici; esso \u00e8 sinonimo di ogni processo psicologico. Non \u00e8  <br \/>qualcosa che accade ad una persona in particolari circostanze ma \u00e8  <br \/>ci\u00f2 che in primo luogo la rende persona.&#8221;<br \/>&#8220;L&#8217;assunto \u00e8 che di qualsiasi natura possa essere, o in qualsiasi  <br \/>modo risulti alla fine la ricerca della verit\u00e0, gli eventi che oggi  <br \/>affrontiamo sono soggetti a tante costruzioni numerose quanto le  <br \/>nostre facolt\u00e0 ci permettono di concepire. Ci\u00f2 non vuol dire che una  <br \/>costruzione sia buona come qualsiasi altra (&#8230;) ma ci fa ricordare che  <br \/>tutte le nostre percezioni attuali sono aperte alla discussione e  <br \/>alla riconsiderazione, e suggerisce ampiamente che persino gli  <br \/>accadimenti pi\u00f9 ovvi della vita quotidiana potrebbero rivelarsi  <br \/>totalmente trasformati se fossimo sufficientemente inventivi da  <br \/>costruirli in maniera diversa.&#8221;<br \/>Kelly non ritiene insomma possibile avere un contatto diretto con la  <br \/>realt\u00e0, percepirla in maniera diretta, senza alcun tipo di  <br \/>interpretazione. La sola cosa (che ci \u00e8) concessa \u00e8 fare ipotesi su  <br \/>ci\u00f2 che la realt\u00e0 \u00e8, per poi verificarne o meno l&#8217;utilit\u00e0.  <br \/>L&#8217;anticipazione rappresenta il tentativo di costruire invarianti per  <br \/>imporre un minimo d&#8217;ordine alla realt\u00e0, assimilarne e differenziarne  <br \/>i diversi elementi. Kelly sostiene che ciascuno ha la propria visione  <br \/>del mondo (la teoria), le proprie aspettative rispetto a ci\u00f2 che  <br \/>accadr\u00e0 in determinate situazioni (ipotesi), e che il comportamento \u00e8  <br \/>un continuo esperimento dotato di significato, che pu\u00f2 cambiare,  <br \/>venire elaborato, e che \u00e8 negoziato.<br \/>&#8220;Una persona \u00e8 ci\u00f2 che fa&#8221; ci dice Kelly. Abbiamo visto come anche lo  <br \/>psicologo approcci la realt\u00e0 attraverso particolari &#8220;lenti&#8221; (mappe  <br \/>cognitive e schemi), e nell&#8217;approccio all&#8217; &#8220;altro&#8221; (che in questo  <br \/>orientamento \u00e8 una &#8220;situazione&#8221; che nasce dall&#8217;interazione tra ci\u00f2  <br \/>che egli dice di s\u00e9 e le categorie di chi l&#8217;osserva) le opinioni, le  <br \/>convinzioni, i giudizi che lo psicologo si forma sul paziente saranno  <br \/>preordinati ed organizzati dagli Schemi di Tipizzazione della  <br \/>Personalit\u00e0.<br \/>La funzione dello psicologo o del counselor consiste nel leggere le  <br \/>realt\u00e0 del cliente per comprenderne meglio il funzionamento mentale  <br \/>tramite l&#8217;uso di parole ed azioni. Si tratta di &#8220;agenti che danno la  <br \/>possibilit\u00e0 al cliente di ripensarsi in altro modo&#8221;.<\/p>\n<p class=\"mobile-post\">I costrutti e i loro corollari<br \/>Sicuramente quelle di Kelly sono delle folgoranti illuminazioni nella  <br \/>storia della psicologia e in particolare di quella applicata.  <br \/>Tuttavia, la sua attivit\u00e0 accademica, le basi formative ed il periodo  <br \/>storico in cui visse lo spinsero ad una sistematizzazione del  <br \/>pensiero che alla luce degli sviluppi odierni del costruttivismo  <br \/>poteva non essere indispensabile e che pot\u00e9 influenzare la percezione  <br \/>del suo messaggio disperdendolo in leggi logiche talora oscure e meno  <br \/>potenti del messaggio di base. Da questo lavoro salta agli occhi la  <br \/>preoccupazione di dimostrare tutta la forza ideativa del suo modello  <br \/>di uomo ricercatore a razionalit\u00e0 limitata, immerso in una realt\u00e0  <br \/>sperimentale a scarto ridotto e basta su fondamenti provvisori. Il  <br \/>postulato e i corollari del costruttivismo andrebbero letti in questa  <br \/>chiave, ovvero della possibilit\u00e0 di cambiare le regole della  <br \/>psicologia e rappresentarla al di l\u00e0 delle due o tre metafore  <br \/>dominanti, da quella psicopatologica a quella comportamentista.<\/p>\n<p class=\"mobile-post\">     &#8220;Un costrutto, come la stessa radice semantica lascia intuire, \u00e8  <br \/>l&#8217;unit\u00e0 elementare di discriminazione attraverso la quale si attua il  <br \/>processo di costruzione. (&#8230;) I costrutti sono le chiavi di lettura  <br \/>che rendono il mondo intelligibile: se non disponessimo di tali  <br \/>criteri di discriminazione, il fluire degli eventi ci apparirebbe  <br \/>indifferenziato e di conseguenza privo di significato&#8221;<br \/>     &#8220;Un costrutto non \u00e8 n\u00e9 un &#8220;pensiero&#8221; n\u00e9 una &#8220;sensazione&#8221;: \u00e8 un  <br \/>atto di conoscenza. Si tratta della discriminazione che pu\u00f2 essere  <br \/>operata sulla base di un pensiero razionale, \u00e8 parte del modo in cui  <br \/>ci poniamo davanti al mondo come persone complete &#8220;<\/p>\n<p class=\"mobile-post\">La logica di Kelly \u00e8 di tipo &#8220;geometrico&#8221;, fatta di postulati e  <br \/>corollari.<br \/>Il postulato fondamentale consiste nel considerare i comportamenti  <br \/>delle persone diversi da delle reazioni a stimoli e rinforzi, ma  <br \/>piuttosto come espressioni di progetti e intenzioni basate su una  <br \/>struttura linguistica in continuo movimento e mutamento. L&#8217;essere  <br \/>umano si organizza come uno scienziato che costruisce continue  <br \/>ipotesi al fine di prevedere gli eventi futuri. Invece di comportarci  <br \/>in conseguenza agli eventi del passato (come vorrebbe l&#8217;archeologia  <br \/>psicanalitica), mettiamo in atto la realt\u00e0 e i comportamenti che pi\u00f9  <br \/>favoriscono, anticipandola, la previsione formulata che guida i  <br \/>nostri passi.<br \/>Il primo corollario (della costruzione) che deriva da questo  <br \/>postulato \u00e8 che &#8220;Una persona anticipa gli eventi costruendone le  <br \/>repliche&#8221; (Kelly. 1963, p. 50). Questo ricorda il principio della  <br \/>coazione a ripetere freudiana, ma al contrario. Per fare s\u00ec che il  <br \/>presente sia una versione integrale del futuro costruiamo delle  <br \/>simulazioni delle nostre anticipazioni, come se fossero delle  <br \/>sperimentazioni di laboratorio (il presente \u00e8 il laboratorio del  <br \/>futuro).<br \/>Il corollario dell&#8217;individualit\u00e0 asserisce che la diversit\u00e0  <br \/>individuale si basa sulle modalit\u00e0 di anticipare il futuro: &#8220;Le  <br \/>persone differiscono l&#8217;una dall&#8217;altra nella loro costruzione degli  <br \/>eventi&#8221; (Kelly. 1963, p. 55). Ogni persona, infatti, perch\u00e9  <br \/>attribuisce un diverso significato alle stesse esperienze e agli  <br \/>stessi eventi. La sola opportunit\u00e0 che le persone hanno per  <br \/>comprendersi consiste nel trovare un accordo per condividere le  <br \/>weltanshauung, interpretando e integrando fra loro i costrutti,  <br \/>lavorando sui modelli linguistici sul senso delle singole parole come  <br \/>opportunit\u00e0 di reciproco supporto e aiuto nella sopravvivenza.<br \/>Il corollario dell&#8217;organizzazione introduce il concetto di &#8220;sistema&#8221;,  <br \/>come quell&#8217;insieme di costrutti nel quale le incompatibilit\u00e0 e le  <br \/>inconsistenze sono minimizzate: ogni persona \u00e8 un&#8217;organizzazione, sia  <br \/>in termini di significato-anticipazioni che di soluzioni-costruzione  <br \/>che di link, o interconnessioni fra costrutti. I costrutti non si  <br \/>organizzano solo in base a delle dipendenze reciproche, ma anche per  <br \/>antinomie, in base al corollario della dicotomia. Come diceva  <br \/>Eraclito quando parlava di equilibrio armonico di contrasti, anche  <br \/>per Kelly, &#8220;La scelta da parte di una persona di un aspetto determina  <br \/>sia ci\u00f2 che deve essere considerato simile sia ci\u00f2 che deve essere  <br \/>considerato in contrasto&#8221;. Ovvero, i significato di un costrutto  <br \/>viene definito dai suoi opposti e questi non sono solo quelli a tutti  <br \/>noti (notte-giorno, caldo-freddo&#8230;), ma soprattutto quelli particolari  <br \/>e soggettivi definiti da quadri di significato generati dal modo di  <br \/>organizzare le proprie esperienze e le anticipazioni.<br \/>Un altro corollario importante \u00e8 quello della scelta che sottolinea  <br \/>ulteriormente il peso del libero arbitrio della persona. &#8220;Una persona  <br \/>sceglie per s\u00e9 quell&#8217;alternativa in un costrutto dicotomizzato per  <br \/>mezzo della quale anticipa la maggiore possibilit\u00e0 di elaborazione  <br \/>del suo sistema&#8221;. Sceglie, ovvero, l&#8217;alternativa che offre il  <br \/>maggiore potere predittivo. &#8220;In altre parole, per mantenere il  <br \/>proprio mondo prevedibile, una persona struttura la propria identit\u00e0  <br \/>come una rete di costrutti nucleari, investiti di significati  <br \/>personali, che la proteggono da possibili invalidazioni e sceglie di  <br \/>muoversi nella direzione che sembra condurre verso una maggiore  <br \/>elaborazione del proprio sistema&#8221;. Ogni costrutto ha poi un proprio  <br \/>&#8220;campo di pertinenza&#8221; e questo \u00e8 definito e limitato ad una  <br \/>determinata area di esperienza. Un altro limite del costrutto deriva  <br \/>dal venire prima o poi sottoposto alla &#8220;verifica della vita&#8221;. Se le  <br \/>nostre anticipazioni falliscono di fronte all&#8217;esperienza ci vediamo  <br \/>costretti a rivedere il nostro sistema, a &#8220;ri-costruirlo&#8221;. Non solo  <br \/>la validazione dei costrutti, ma forse ancor pi\u00f9 la loro  <br \/>invalidazione fanno s\u00ec che il sistema di costrutti evolva  <br \/>progressivamente verso la maggiore predittivit\u00e0 possibile (in linea  <br \/>con il falsificazionismo popperiano). Secondo il corollario della  <br \/>modulazione \u00e8 la permeabilit\u00e0 di un costrutto a definire quanto esso  <br \/>potr\u00e0 &#8220;assimilare nuovi elementi all&#8217;interno del suo campo di  <br \/>pertinenza e generare nuove implicazioni&#8221;. Questo criterio ci indica  <br \/>la possibilit\u00e0 che viene offerta dai costrutti pi\u00f9 permeabili, ovvero  <br \/>sia pi\u00f9 in grado di assumere esperienze nuove, di comprendere vicende  <br \/>ed eventi che ci possono apparire di primo acchito incomprensibili,  <br \/>non sapendo come poterli inquadrare. Kelly afferma poi che &#8220;una  <br \/>persona pu\u00f2 impiegare di volta in volta una variet\u00e0 di sottosistemi  <br \/>di costruzione che sono deduttivamente incompatibili gli uni con gli  <br \/>altri&#8221;, secondo il corollario della frammentazione che consente di  <br \/>affermare che una persona pu\u00f2 essere un buon padre sia quando \u00e8  <br \/>affettuoso che quando \u00e8 severo con i propri figli, perch\u00e9 i costrutti  <br \/>genericamente dicotomici di affettuosit\u00e0 e severit\u00e0 sono di un  <br \/>livello sotto-ordinato rispetto a quello di &#8220;buon padre&#8221; che li  <br \/>comprende e ne integra la dicotomia. I costrutti che usiamo poi ci  <br \/>rendono pi\u00f9 o meno affini fra di noi per il corollario di comunanza  <br \/>secondo il quale &#8220;nella misura in cui una persona impiega una  <br \/>costruzione dell&#8217;esperienza simile a quella impiegata da un&#8217;altra, i  <br \/>suoi processi sono psicologicamente simili a quelli dell&#8217;altra  <br \/>persona&#8221;. Questo \u00e8 un principio di ordine previsionale perch\u00e9 ci  <br \/>consente ad esempio di asserire che persone simili non solo devono  <br \/>formulare le stesse previsioni, ma devono anche elaborarle nello  <br \/>stesso modo. L&#8217;ultimo corollario \u00e8 dedicato alla socialit\u00e0 e descrive  <br \/>i costrutti come uno strumento , non solo per frazionare la realt\u00e0 in  <br \/>fenomenologie individuali, ma anche di condividere l&#8217;esperienza e di  <br \/>comprendere gli altri accogliendoli nei nostri schemi di significato.  <br \/>&#8220;Nella misura in cui una persona costruisce i processi di costruzione  <br \/>di un&#8217;altra, pu\u00f2 giocare un ruolo in un processo sociale che  <br \/>coinvolge un&#8217;altra persona&#8221;. Possiamo metterci nei panni dell&#8217;altro  <br \/>ragionando con il suo modo di ragionare, guardando con i suoi  <br \/>occhiali, costruendo il mondo con una logica derivata da delle  <br \/>previsioni simili. Da queste ultimi punti \u00e8 evidente, se non fosse  <br \/>stato abbastanza chiaro finora, che la psicologia dei costrutti  <br \/>personali \u00e8 una psicologia fenomenologica.<\/p>\n<p class=\"mobile-post\">Al di l\u00e0 di ragione e sentimento<br \/>Kelly, segno dei tempi in cui scriveva e dell&#8217;impostazione  <br \/>disciplinare sente il bisogno di dettare regole e poi di  <br \/>classificare. Cos\u00ec distingue fra differenti classi di costrutti, da  <br \/>quella basata sulla natura del controllo sugli elementi, a quella in  <br \/>base al campo di pertinenza dei costrutti, a quella in base al  <br \/>processo di costruzione.<br \/>Ma l&#8217;originalit\u00e0 e la fecondit\u00e0 della teoria di Kelly la si riscopre  <br \/>nel momento in cui viene applicata a categorie problematiche  <br \/>tradizionali, come quelle che egli definisce &#8220;transizioni&#8221;, ovvero  <br \/>stati di cambiamento dei costrutti, quelli che con modelli pi\u00f9  <br \/>recenti si potrebbero definire &#8220;catastrofi&#8221; strutturali (Thom) della  <br \/>personalit\u00e0, che lo psicologo affronta superando la storica antinomia  <br \/>fra cognizione ed emozione (sulla scorta di quella che di recente \u00e8  <br \/>stata definita come &#8220;intelligenza emotiva&#8221;). Egli nei individua un  <br \/>certo numero, ovvero l&#8217;ansia, l&#8217;ostilit\u00e0, la colpa, la minaccia, la  <br \/>paura, l&#8217;aggressivit\u00e0, l&#8217;amore, i cicli dell&#8217;esperienza,  <br \/>l&#8217;impulsivit\u00e0 e la creativit\u00e0. Straordinaria \u00e8 la descrizione della  <br \/>prima come &#8220;la consapevolezza che gli eventi che ci troviamo di  <br \/>fronte giacciono per lo pi\u00f9 al di fuori del campo di pertinenza del  <br \/>nostro sistema di costrutti&#8221;. Ci mancano le coordinate per spiegarci  <br \/>gli eventi e per formulare delle anticipazioni efficaci. Sarei  <br \/>costretto ad operare una ristrutturazione profonda di tipo  <br \/>copernicano, una di quelle che Kuhn chiamava cambiamenti di paradigma  <br \/>e questo mina le fondamenta della mia sicurezza. La mia realt\u00e0 \u00e8  <br \/>insicura, imprevedibile, fuori da ogni controllo e il mio sistema di  <br \/>significati \u00e8 sguarnito ad affrontare ci\u00f2 che mi trovo a vivere.<br \/>&#8220;Ostilit\u00e0: \u00e8 lo sforzo continuo di estorcere prove validazionali a  <br \/>favore di un tipo di previsione sociale di cui \u00e8 gi\u00e0 stato  <br \/>riconosciuto il fallimento&#8221;. Diventiamo ostili quando vogliamo  <br \/>preservare intatto il nostro sistema di costrutti poich\u00e9 non abbiamo  <br \/>modi alternativi di costruire l&#8217;esperienza. Smettiamo di essere  <br \/>ostili solo quando elaboriamo punti di vista molteplici e alternativi.<br \/>&#8220;Aggressivit\u00e0: \u00e8 l&#8217;elaborazione attiva del campo percettivo&#8221;.  <br \/>L&#8217;aggressivit\u00e0 \u00e8 un modo di prendere gli eventi &#8220;di petto&#8221;, di  <br \/>passare al vaglio le esperienze, pronti se necessario a modificare le  <br \/>proprie costruzioni. In questo senso, \u00e8 il contrario dell&#8217;ostilit\u00e0. \u00c8  <br \/>una continua sperimentazione che pu\u00f2 suscitare difesa e irrigidimento  <br \/>da parte degli altri (perch\u00e9, a volte, si traduce in irruenza,  <br \/>arroganza, sicurezza eccessiva), ma \u00e8 anche sinonimo di flessibilit\u00e0,  <br \/>di apertura, di disposizione ad accogliere le costruzioni degli altri  <br \/>e a mettere in discussione le proprie.<br \/>La colpa &#8220;\u00e8 la consapevolezza della rimozione del S\u00e9 dalla struttura  <br \/>nucleare del ruolo&#8221;, rappresenta la dissonanza profonda tra la nostra  <br \/>immagine privata e l&#8217;immagine riflessa nel nostro agire, pensare,  <br \/>vivere. Abbiamo tradito l&#8217;organizzazione dei valori e cos\u00ec un atto  <br \/>violento, agito da una persona mite, pu\u00f2 causare una sofferenza per  <br \/>il mancato rispetto di un principio di fondamentale importanza unito  <br \/>alla consapevolezza di non essere perfettamente padrone del proprio  <br \/>agire.<br \/>&#8220;Minaccia: \u00e8 la consapevolezza di un imminente e ampio cambiamento  <br \/>nelle strutture nucleari&#8221;. Anche la malattia grave rappresenta per  <br \/>tutti una minaccia: esprime tutta la portata di un cambiamento di  <br \/>fronte al quale ci sentiamo impotenti.<br \/>La paura invece &#8220;\u00e8 la consapevolezza di un imminente e circoscritto  <br \/>cambiamento nelle strutture nucleari&#8221;. A differenza della minaccia  <br \/>non ci sentiamo sopraffatti, sperimentiamo solo la tensione di un  <br \/>cambiamento imminente e quindi di qualcosa di sconosciuto che si  <br \/>affaccia al nostro orizzonte.<br \/>Il ciclo &#8220;circospezione &#8211; prelazione &#8211; controllo&#8221; conduce ad una  <br \/>scelta che fa precipitare la persona dentro una situazione&#8221; in cui la  <br \/>vita si presenta come una scelta tra i poli di un costrutto.  <br \/>L&#8217;Impulsivit\u00e0 caratterizza &#8220;il periodo di circospezione che  <br \/>normalmente precede le decisioni&#8221; quando questo &#8220;viene indebitamente  <br \/>abbreviato&#8221; e la persona tenta all&#8217;improvviso di trovare una  <br \/>soluzione ad un problema, con la possibilit\u00e0 che questa provi ansia,  <br \/>colpa oppure che si senta minacciata.<br \/>&#8220;Il ciclo della creativit\u00e0 \u00e8 un ciclo che parte da una costruzione  <br \/>allentata e termina con una costruzione ristretta e valicata&#8221;.<br \/>Questo processo consiste in un allentamento ed in un restringimento  <br \/>che fa emergere nuovi significati.<br \/>Dalla psicologia dei costrutti personali \u00e8 nata dal counseling e ad  <br \/>esso ritorna, come pure genera uno stile psicoterapeutico che mira ad  <br \/>aiutare la persona ad affrontare i problemi della vita quotidiana  <br \/>dopo una attenta valutazione della realt\u00e0 che il cliente percepisce e  <br \/>costruisce in modo da offrirgli la possibilit\u00e0 di elaborare nuovi  <br \/>costrutti.<\/p>\n<div style='clear: both;'><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La nascita della psicologia costruttivista: George A. 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