{"id":33538,"date":"2018-10-29T12:29:08","date_gmt":"2018-10-29T12:29:08","guid":{"rendered":"https:\/\/chisotti.com\/pensieri-come-voci-marco-chisotti-che\/"},"modified":"2018-10-29T13:45:46","modified_gmt":"2018-10-29T13:45:46","slug":"pensieri-come-voci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/chisotti.com\/?p=33538","title":{"rendered":"Pensieri &#8230;.. come voci!"},"content":{"rendered":"<p>Pensieri &#8230;.. come voci!    Marco Chisotti<\/p>\n<p>Che cosa guardiamo, cosa possiamo vedere, cosa possiamo pensare, costantemente crediamo di essere in &#8220;noi stessi&#8221; semplicemente perch\u00e9 abbiamo consapevolezza di essere, difficilmente ci chiediamo se siamo ancora quel &#8220;noi stessi&#8221; di ieri, eppure nulla ci pu\u00f2 dare la certezza di essere ci\u00f2 che siamo stati e che saremo ci\u00f2 che siamo, semplicemente ricordiamo dunque siamo e quindi saremo ancora!<br \/>\n<br \/>E&#8217; particolare ci\u00f2 che diamo per scontato solo perch\u00e9 ogni giorno ce lo ritroviamo, non abbiamo dubbi sul nostro ricordarci come eravamo, tanto che andiamo avanti dando per assodato ci\u00f2 che \u00e9 avvenuto prima, interessante deduzione, particolare fiducia, o forse consuetudine, il nostro sistema di pensiero intelligente lavora proprio con l&#8217;intelligenza ipotetico deduttiva, \u00e9 un sistema evoluto, lavora in modo veloce  preciso attraverso la capacit\u00e0 ipotetico deduttiva, siamo, dunque siamo stati e quindi saremo, il gioco \u00e9 fatto,<br \/>\n<br \/>Ma cosa vediamo del mondo, o meglio quali esperienze avremo che causeranno il mondo che potremmo vedere, noi pensiamo su di un prodotto considerandolo un &#8220;fatto&#8221; in verit\u00e0 \u00e9 un arte-fatto, il nostro cervello emula una realt\u00e0 e la mantiene stabile, lo fa partendo da principi comunitari di condivisione con gli altri, \u00e9 come se scegliesse di giocare sullo stesso campo di calcio in cui giocano gli altri, potrebbe sceglierne un&#8217;altro come quando nel sonno sogna, ma poi si troverebbe a giocare da solo e dunque che scopo di esistere nella propria consapevolezza se non ci fosse il bisogno di distinguersi dagli altri, dicevo &#8220;potrebbe&#8221; scegliere un campo differente ma sceglie il campo comunitario, in modo da stare con gli altri, ma li si gioca la partita della realt\u00e0 condivisa, li devo stare attento al gioco, mi son concesse poche distrazioni, dunque ho poco di veramente mio in un mondo che \u00e9 il frutto di un esperienza rigorosamente allestita sul principio della condivisione, ogni mia personale interpretazione sar\u00e0 scoraggiata a favore dl terreno condiviso, ci sono delle regole che vanno rispettate altrimenti \u00e9 un casino, hai mai giocato a carte con delle persone che non conoscono le regole ed interpretano, \u00e9 l&#8217;anarchia pi\u00f9 totale, qualunque tentativo di realizzare un dunque risulta impraticabile!<br \/>\n<br \/>Noi viviamo costantemente in un programma, un listato di comandi a cui dobbiamo attendere, ogni risposta contemplata dal programma viene premiata, ogni errore rispetto al programma viene punito, le libere interpretazioni sono scoraggiate e tendenzialmente rifiutate, viviamo dunque costantemente in una realt\u00e0, il mondo, frutto di un esperienza guidata da regole precise a cui difficilmente possiamo sottrarci.<br \/>\n<br \/>Cosa guardiamo dunque e cosa  possiamo vedere? L&#8217;idea stessa di noi, la nostra consapevolezza \u00e9 un programma che ci rende consapevoli, la realt\u00e0 \u00e9 un bisogno rispetto alla relazione che ci \u00e9 permesso di vivere con gli altri e con l&#8217;idea di noi stessi, viene da s\u00e9 che la realt\u00e0 \u00e9 poi data per scontata, considerata un fatto indipendente dall&#8217;osservatore, \u00e9 naturale che la si percepisca cos\u00ec, e non come frutto di condivisioni che si sono perfezionate nei secoli, \u00e9 pi\u00f9 semplice considerare dei fatti che non delle ipotesi, i fatti sono dati per certi, le ipotesi sviluppano dubbi, limiti, e questo rallenta i processi percettivi rendendo incerta la percezione stessa, pensate se per ogni percezione dovessimo verificare la ripresa fatta, sono pochissimi i momenti in cui dubitiamo di ci\u00f2 che abbiamo percepito, se la realt\u00e0 fosse un fatto, non un arte-fatto come risulta dagli studi sull&#8217;attivit\u00e0 del nostro cervello, allora ci capiterebbe spesso di aver dubbi percettivi dovuti al limite della nostra&#8221; ripresa&#8221;!<br \/>\n<br \/>La cosa certa \u00e9 che non abbiamo dubbi, ma certezze, al 99% delle nostre esperienze, generiamo un mondo stabile, credibile, completo, esportabile, replicabile, non ci rendiamo conto di come il nostro cervello non potrebbe mantenere la mole di informazioni necessarie alla percezione stessa della realt\u00e0, il principio esperienziale percettivo non \u00e9 un principio riproduttivo, raccolta dati, ma un processo generativo, scelta di dati e dunque dati-presi.<br \/>\n<br \/>Mi sto divulgando su dei particolari che forse allontanano dall&#8217;essenza delle nostre esperienze, la vita non \u00e9 un&#8217;esperienza nel porsi domande ma \u00e9 un esperienza di azione, ma ogni descrizione che facciamo di una realt\u00e0 parte da presupposti e dunque regole di riferimento, la realt\u00e0 \u00e9 pi\u00f9 un gioco interattivo dove lo scopo \u00e9 la vita di relazione assieme agli altri, la realt\u00e0 \u00e9 veramente la comune-unit\u00e0, l&#8217;esperienza \u00e9 una causa libera, all&#8217;interno di regole date, che genera un mondo, quel mondo che possiamo condividere, l&#8217;ipnosi \u00e9 un esperienza dove le regole vengono condivise e quando questo avviene si genera una realt\u00e0 stabile alternativa, la si ottiene attraverso un esperienza di riduzione dei dati esperienziali generati dai nostri sensi, i nostri sistemi intelligenti come occhi, orecchie e pelle, un rallentamento dell&#8217;attivit\u00e0 del nostro cervello \u00e9 l&#8217;inizio di una condivisione interna dell&#8217;esperienza, il risultato \u00e9 n&#8221;abbassamento della critica ed un subentrare delle direttive condivise con l&#8217;ipnotista, un listato differente di comandi che generano una realt\u00e0 che privilegia un mondo interiore rispetto al mondo unanimamente condiviso dello stato di veglia.<br \/>\n<br \/>L&#8217;esperienza dell&#8217;ipnosi \u00e9 le stessa esperienza che viviamo nello stato di veglia dove per\u00f2 si privilegia il mondo esperienziale generato dall&#8217;esperienza interna, rispetto a quella esterna degli organi sensoriali. L&#8217;abbassamento del livello vigile a favore di un dialogo interno che auto genera immagini, sensazioni e percezioni, permette di giocare una partita alternativa in cui non sono scontate le regole del gioco, anzi le stesse regole vanno stabilite e rese accettabili, il nuovo gioco \u00e9 poi l&#8217;opportunit\u00e0 di vedere una realt\u00e0 differente, di percepire un mondo frutto di nuove esperienze che generano il cambiamento. Il lavoro dell&#8217;ipnosi \u00e9 quello di aggiungere, sottrarre o modificare l&#8217;esperienza di ci\u00f2 che guardiamo e trasformarla in ci\u00f2 che desideriamo vedere, questa \u00e9 anche la scommessa del futuro delle psicoterapie esperienziali legate al cambiamento di cui l&#8217;ipnosi ed il costruttivismo si fanno portavoce. <\/p>\n<div style='clear: both;'><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pensieri &#8230;.. come voci! 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