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METODO DI LAVORO SULL’ORGANIZZAZIONE MENTALE

METODO DI LAVORO SULL’ORGANIZZAZIONE MENTALE

 

 

Già in “Tecniche di svelamento” Edelstien (Edelstien – Trauma Trance e Trasformazione – Astrolabio Ed. 1982) cita un metodo ripreso da Le Cron (Le Cron  The complete guide to hypnosis – Barnes and Noble Books N.Y. 1971) per la diagnosi e la cura dei sintomi con l’ipnosi. I presupposti teorici dell’Ipnosi Costruttivista, implementati con quelli di altri “modelli” e col lavoro della terapia della Gestalt sviluppato da Pearls permette, attraverso il lavoro con le parti, di trattare anche sintomi legati a problemi “esistenziali”.

Qui di seguito parleremo di “malattia” e “disagio” indifferentemente sul piano fisico che su quello mentale, con particolare attenzione ai problemi di somatizzazione psico-fisica, esempio lampante di come la mente lavori indistintamente attraverso il corpo e l’intelligenza delle persone.

 

IL METODO

 

Essenzialmente consiste nell’interrogare la Mente Inconscia del paziente, generalmente attraverso segnali Ideo – Motori si/no, dialogo con l’inconscio, (spirito guida, angelo custode), per conoscere origini storiche, dinamiche e scopi del sintomo, considerando come ipotesi che il sintomo è un segnale da ascoltare, che desidera il “bene” della persona. Per poterlo fare occorre possedere una “griglia” delle possibili origini, cause, scopi di qualunque sintomo, che verrà comunicata al paziente, a scopo orientativo, da sveglio o in trance. Una volta ottenuta così dal paziente la lista relativa al sintomo, che generalmente consta di più voci, si interviene specificamente su ciascuna, fin quando la Mente Inconscia conferma il lavoro, di ciascuna e complessivo, è riuscito.

 

LA GRIGLIA ORIGINARIA DI LE CRON – EDELSTIEN E LE MODIFICHE:

 

Secondo Le Cron – Edelstien le possibili origini, cause e scopi del sintomo rientrano in queste categorie:

 

avvertimenti – esperienze – autopunizioni – imprinting – vantaggi secondari – conflitti – identificazioni.

Alle definizioni portate dagli autori si possono aggiungere altre categorie come:

 

a) convinzioni – decisioni – emozioni – relazioni – punizioni di altri – vantaggi primari;

 

b) se nell’analisi o se la Mente Inconscia segnala che nessuna delle precedenti categorie si applica allora si possono considerare queste altre: bisogni – vite precedenti – istigazioni (prevalentemente non verbali) – fantasie – autosuggestioni.

 

SCHEMA GENERALE DI INTERVENTO

 

Lo schema generale che presentiamo si divide in tre fasi, analisi/diagnosi, cambiamento, proiezione nel futuro, comprendenti sei passaggi:

 

 1. Analisi, ricerca sintomi/disagi; 2. Individuazione e applicazione dell’intervento terapeutico; 3. Riorganizzazione; 4. Ricerca e integrazione delle risorse ed uso dell’intelligenza personale; 5. Patto e impegno a a cambiare/guarire; 6. Compiti da svolgere.

L’ordine cronologico qui di seguito dettagliato naturalmente rispecchia un esigenza didattica ma è da intendersi “modellabile” alle personali esigenze del nostro paziente/cliente.

 

1. Analisi, ricerca sintomi/disagi.

 

– Avvertimenti (sintomo): quando lo scopo (o uno degli scopi) del sintomo (problema) è segnalare, in maniera metaforica o meno, l’esistenza di un altro problema non risolto. (Es. di intervento applicare il metodo al problema vero e poi chiedere la sparizione dell’“avvertimento”, dialogo con la parte problema).

 

– Esperienze: episodi specifici della storia della persona (qui occorre fare attenzione nel lavoro, terminandolo solo quando tutti gli aspetti problematici dell’episodio sono stati risolti).

 

– Autopunizioni: nel caso in cui il sintomo è leffetto di un’azione puntiva di una “Parte” nei confronti della persona, per lo più risalente al periodo infantile.

 

– Conflitto tra “Parti inconscie”: (possono essere più di due), fra conscio e

inconscio, oppure con altre persone (del passato o del presente), il sintomo è leffetto finale di una incongruenza inconscia tra parti diverse.

 

– Punizioni di altri: la persona produce sintomi e problemi per punire (anche solo        fantasticamente) qualcun altro.

 

– Imprinting: messaggi dellambiente che sono stati accettati dalla persona e ai quali si conforma e/o ubbidisce quali le profezie sul suo destino, le attribuzioni di qualità o difetti, le definizioni, ricevute e/o apprese.

 

Episodio traumatico: un avvenimento viene rimosso, ma essendo associato a emozioni e vissuti somatici, questi ultimi riemergono inconsciamente.

 

– Vantaggi Secondari: quando il sintomo serve a procurare vantaggi e/o evitare svantaggi.

 

– Identificazioni: di solito sono di due tipi: quelle compiute nel passato con persone di cui si sono introiettati anche sintomi, problemi, abitudini, destino; oppure le proiezioni di una persona sull’altra (per es. il marito che “vede” la propria madre nella moglie o la moglie vede il proprio padre nel marito).

 

– Convinzioni, Decisioni, Opinioni: che possiedono la caratteristica di una generalizzazione limitante (ad es.: “sasempre malato di.…”), profondamente radicate, che nemmeno si sa di possedere, che orientano i comportamenti, e sono riconoscibili solo dall’analisi del comportamento o dal lavoro con le parti.

 

– Emozioni conscie o inconscie: il problema può essere in qualunque punto della catena, sentire – riconoscere – utilizzare – accettare e/o esprimere lemozione stessa, le “emozioni Inconscie” sono quelle non percepite consciamente, spesso all’origine di numerosi sintomi fisici, psichici, e relazionali.

 

– Relazioni: a volte l’origine di un sintomo va ascritta a tutto un tipo di relazione avuto e stabilito con qualcuno.

 

– Vantaggi primari: quei comportamenti il cui scopo principale riguarda vantaggi “interni” del paziente e del suo modello del mondo, come se una “parte” producesse un sintomo solo perché c’è qualche altra parte da tenere sotto controllo.

 

– Bisogni, Fantasie, Autosuggestioni, Istigazioni: costruzioni che la persona ha fatto durante il corso delle sue esperienze.

 

– Vite precedenti: il sintomo viene dichiarato proveniente da esperienze di una o più vite precedenti (da gestire con l’ipnosi regressiva).

 

2. Individuazione e applicazione dell’intervento terapeutico

 

Essenzialmente riassumibile in “gioco delle parti” e costruzione del “dialogo con l’inconscio”, lavoro personalizzabile che permette di introdurre il discorso di “dieta mentale”, uso del nuovo vocabolario, non via da ma verso, uso dell’imperfetto verso la vita passata ed i problemi connessi, IPNOSI PROGRESSIVA.

La diagnosi stessa diviene uno strumento per ristrutturare le opinioni, convinzioni, credenze, fino ai valori stessi della persona.

Possono essere avviati lavori di dissociazione visivo-cenestesica (episodi traumatici, autopunizioni); trasformazione analogico-digitale, gesti significati e simboli (linguaggio del corpo), cancellazioni e sostituzioni dei messaggi e cambiamento delle sottomodalità sensoriali (imprinting); mediazione tra le parti (conflitto); selezione dei modelli di comportamento e dei pensieri da associare (proiezione – identificazione); ristrutturazione del significato attribuito attraverso ridondanze di comprensioni differenti dei giochi ecologici sottesi (vantaggi secondari); cambiamento di decisione o opinione con le induzioni regressive (decisioni o opinioni), utilizzando anche modelli più complessi come il cambiamento della propria storia, o delle metafore utilizzate nel narrare la propria storia o più modelli insieme tra quelli citati, di fronte a particolari condizioni o problemi.

 

3. Riorganizzazione.

 

Terminato il lavoro sulle origini o funzioni della malattia, qualora le Parti hanno interesse a mantenere la “malattia”, si procede alla loro RIORGANIZZAZIONE, individuate, o fatte individuare dall’inconscio del cliente, le funzioni positive della malattia, si invitano le Parti a scegliere e ad attuare comportamenti alternativi, più sani, adattivi ed ecologici del comportamento sintomatico. La modalità più funzionale a questo scopo è operare, con la complicità dell’inconscio, a crearsi la possibilità di fingere, immaginare, conoscere e creare:

 

Fingere per immaginare per rendersi consapevoli e realizzare.

 

Essenzialmente sono questi i semplici temi da proporre per identificare il nuovo personaggio a cui ci si vuole ispirare, l’idea di “te” che ti guida fingendo di essere cambiato/a.

 

4. Ricerca e integrazione delle risorse, uso dell’intelligenza personale.

 

Una volta ottenuto il consenso inconscio e conscio a guarire, ristrutturate tutte le obiezioni, rimossi tutti gli ostacoli, il cambiamento non si concretizzi. Per prevenire questa situazione è indispensabile sviluppare il lavoro proprio del counsellor,

individuare e attivare Ie RISORSE della persona adatte allo scopo da raggiungere, si tratta a volte di rendere semplicemente più esplicite le motivazioni, altre volte è sufficiente, e comunque è in ogni caso consigliabile, sollecitare le “Parti” che si occupano della fisiologia, dei cambiamenti somatici, ad intervenire, integrandosi e rendendosi utili con le loro capacità. Il nostro migliore alleato è l’inconscio “intelligente”, procedere quindi alla semina dell’idea che il problema è un problema di intelligenza, da lasciar decantare nel corso degli incontri, maturando al contempo ipotesi realistiche di cambiamento.

 

5. Patto di impegno a cambiare/guarire.

 

Qui ci sta tutto il lavoro di negoziazione e creazione degli obiettivi, del patto volto al cambiamento, della costruzione della nuova idea di “sé”, della complicità col proprio inconscio, della ricerca delle ridondanze esplicative collegate al cambiamento stesso.

 

6) Compiti da svolgere.
 

Si strutturano dei percorsi in cui il cliente, viaualizzando la guarigione, ne fissa le tappe e prende nota degli impegni che dovrà mantenere per facilitarne il processo (senso del tempo, time – line, danza che crea, rosa dei venti) questo passaggio sfrutta anche le proprietà di per sé curative della visualizzazione ipnotica nella progressione al futuro, della strutturazione delle “preghiere” personalizzate.

 

DETTAGLI SUL METODO DI LAVORO CON LE PARTI

 

1) Conviene contattare attraverso i segnali ideomotori la “parte” del paziente, più informata, saggia, che ha accesso a tutti i dati storici, consci e inconsci, oltre che le parti implicate nel problema.

 

2) Conviene altresì ripetere I’indagine sulle parti nelle sedute successive, spesso la prima volta la Mente Inconscia trascura qualcosa. Ridondare in ogni caso è fondamentale per fissare le trasformazioni in atto.

 

3) Al termine del trattamento è bene cercare eventuali altre “parti” della persona che si oppongono al cambiamento, le “resistenze” riconoscendone gli scopi sani e fornendo alternative, eventualmente rinegoziare il progetto con le nuove aggiunte. Fondamentale risulta l’allenamento a porsi nuove domande e al cambiamento, spesso a tale proposito nei compiti da svolgere si consiglia di fare una cosa nuova tutti i giorni.

 

4) Nella nostra esperienza quando il lavoro con le parti non funziona (benché correttamente applicato, almeno in stato di trance leggera ottenuta dopo un lavoro di rilassamento), si è in presenza di unimpasse sistemica (ECOLOGIA del sistema) dunque il problema va risolto a quest’altro livello. In parole povere il paziente è bloccato nei suoi comportamenti (anche Interni) dal ruolo che ha (oppure ha avuto e perpetua per inerzia) nel sistema cui appartiene (ad esempio in famiglia). Il “vantaggio secondario” è del “sistema” e non del paziente. Il lavoro può essere “bloccato” anche da alcune “decisioni” prese a livello inconscio in tenera età che non vengono facilmente scoperte o dichiarate (per es. la decisione di restare piccoli, non crescere, non diventare adulti).

 

CONCLUSIONI

 

II metodo è efficace e la nostra esperienza prova che ci si può condurre intere terapie utilizzando gli stessi passi. Inoltre è veramente utile in specifico per il trattamento delle malattie somatiche. Crediamo poi possa essere considerato un percorso che ci avvicina al lavoro vero  del “mentore” che è in noi.

 

Fra i vantaggi segnaliamo:

 

1) Lavorando attraverso il dialogo con l’inconscio, strutturato col gioco delle parti e mantenuto con la danza che crea (rituale personalizzato, come una “preghiera”) si può andare alle radici esistenzali del problema, permettendo un ri-modellamento dell’adattamento/accomodamento (intelligenza) della persona.

 

2) Generalmente i benefici vanno ben oltre il singolo problema perché le “origini” sono spesso fonte anche di altre difficoltà e comportamenti inappropriati. Si arriva ad ottenere una nuova organizzazione mentale con particolare attenzione al controllo dell’ecologia dell’individuo.

 



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